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Bellini, quel ragazzo diventato una bandiera nerazzurra

Di Redazione27 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gianpaolo Bellini

Gianpaolo Bellini

BERGAMO — Non è un bomber. Non decide le partite. Non fornisce assist ai compagni o numeri d’alta classe. Però a Bergamo, dove i valori contano davvero, è amato forse quanto Cristiano Doni. Un esempio? Eccolo: Estate 2008, in quanto capitano dell’Atalanta viene coinvolto in un’assurda accusa di combine dopo un successo contro il Livorno che scatenò strane proteste. Lui, Gianpaolo Bellini, passò dei brutti momenti. E nonostante il silenzio sia la scelta migliore in certi casi non seppe resistere alla chiamata della Curva sul palco della Festa della Dea.

Chi c’era si ricorda bene un Bellini emozionato, avvolto dall’affetto della gente che credeva ad un’innocenza poi dimostrata. “I figli di Favini non tradiscono mai” disse quel giorno il Bocia. Il ragazzo di Sarnico da undici stagioni tiene fede a questo motto, sia sul campo che nello spogliatoio.

Proprio a lui, veterano dei ritiri atalantini, chiediamo se questo più di altri lo stia colpendo e quali sono le differenze tra Brentonico e Rovetta, ultima sede bergamasca.

“Sinceramente non ce ne sono di particolari – rivela Bellini – e questo ritiro assomiglia a molti altri. Si lavora, si suda e ci si prepara alla nuova stagione. Certamente rispetto alle ultime due stagioni siamo un pò più isolati, anche se i tifosi arrivano e si fanno sentire lavorare a Rovetta con la nostra gente vicino era diverso ma va bene comunque”.

Duecentosessantaquattro partite e sette gol in maglia nerazzurra sono qualcosa di straordinario. Avversari e compagni sono spesso cambiati come del resto gli allenatori, oggi c’è Gregucci che fin dai primi giorni di lavoro ha dimostrato di puntare molto sulla fase difensiva. “La strada è quella intrapresa con Del Neri – prosegue il giocatore – stessa impostazione e stessi concetti. Ogni tecnico poi ha qualche differenza rispetto a quello precedente, i giorni passati qui a Brentonico sono importanti per assimilare le novità e proporle con buona continuità”.

Proprio il ritiro è da sempre un momento fondamentale per l’amalgama del gruppo, in quello dell’Atalanta sono molti i nuovi arrivati. Qualcuno si è già fatto notare. Bellini non si sbilancia ed elogia lo spirito con cui Tiribocchi e gli altri sono entrati nello spogliatoio. “I ragazzi arrivati quest’anno – conclude il vicecapitano nerazzurro – sono tutti tranquilli ed educati. Caratteristiche particolari? Sinceramente alcuni sono molto timidi, tutti si stanno inserendo nel modo giusto e credo questo importantissimo per il futuro. E’ difficile essere subito espansivi, integrarsi al meglio servirà a tutti nei momenti duri perchè insieme si supera ogni situazione”.

Parole da capitano. Uno che parla poco e risponde sempre presente. Figlio della nostra terra, bandiera autentica che fa sempre la sua parte. Le sirene delle grandi squadre suonarono anni addietro, Bellini è rimasto all’Atalanta ed è pronto a ripartire per un’altra stagione avanti e indietro sulla fascia sinistra nerazzurra.

Fabio Gennari

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