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Bergamo si prende la rivincita: quarta in Italia per qualità

Di Redazione25 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La sede di Piazza Vecchia dell'Università degli Studi di Bergamo

La sede di Piazza Vecchia dell'Università degli Studi di Bergamo

L’Università degli studi di Bergamo si prende una bella rivincita con chi, nell’ultimo periodo, l’aveva aspramente criticata. Stando alle classifiche rese note ieri dal ministero, il nostro ateneo si piazza al quarto posto fra le migliori università italiane e per questo riceverà un consistente aumento di fondi, per circa 4 milioni di euro.

Al di là dei sondaggi elaborati dai giornali, nell’unica classifica che veramente conta la nostra Università è a ridosso dei migliori tre. Prima l’Università di Trento, secondi e terzi i Politecnici di Milano e di Torino, e quarta, appunto, l’Università degli Studi di Bergamo.

Un’ottima posizione che mette la parola fine anche alle polemiche recenti scatenate da una tabella di valutazione pubblicata dal quotidiano di Confindustria “Il Sole 24 ore” che voleva la nostra Università al 39esimo posto su 60 atenei per qualità. E dà un duro colpo a chi, in passato, aveva avanzato critiche velleitarie e talvolta strumentali all’Università e il suo rettore, Alberto Castoldi, usando toni aspri e sopra le righe.

Ebbene, il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, secondo i nuovi parametri introdotti per valutare la qualità della ricerca e della didattica, ha deciso che il nostro ateneo riceverà una parte significativa dei fondi ordinari distribuiti secondo il nuovo meccanismo meritocratico adottato per le università più virtuose.

Grazie a queste valutazioni Trento ottiene 6 milioni di euro in più, il politecnico di Milano 8. Mentre per Bergamo sarebbero pronti 4 milioni in più.

In sostanza il ministero ha premiato con più fondi gli atenei di qualità. Il provvedimento firmato dal tanto vituperato ministro Maristella Gelmini stabilisce che il 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario, pari a 525 milioni di euro, venga distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei. I due terzi del fondo sono assegnati in base alla qualità della ricerca, il restante alla qualità della didattica.

Il Consiglio dei ministri ha approvato anche il regolamento che stabilisce struttura e funzionamento dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) che valuterà la qualità degli atenei e degli enti di ricerca.

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