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Padoin, l’importanza del jolly nell’Atalanta

Di Redazione23 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il centrocampista atalantino Padoin al ritiro di Brentonico (foto Daniele Zeni)

Il centrocampista atalantino Padoin al ritiro di Brentonico (foto Daniele Zeni)

BERGAMO — Dove lo metti sta. Ragazzi così, in una squadra di calcio, servono come il pane per la scarpetta dopo gli spaghetti al ragù. Spesso lavorano nell’ombra, nel momento importante mettono il pallone giusto, fermano l’avversario lanciato in contropiede. E’ la vita dei centrocampisti, la conosciamo tutti. Quella di Simone Padoin poi ha facce diverse, da Gemona del Friuli a Bergamo per crescere e, dopo la parentesi al Vicenza, due stagioni positive con tanti miglioramenti.

Le prime fatiche di Brentonico non possono spaventare uno come lui, soldatino prezioso al servizio del gruppo. “Le prime impressioni sono molto positive – dichiara il numero 22 atalantino – perchè i nuovi sembrano già affiatati con il resto della truppa e c’è tanta voglia di lavorare. Il ritiro qui in Trentino in questo senso sarà importante, l’amalgama di un gruppo nasce proprio da questi momenti”.

Insieme al “Pajarito” Jaime Valdes è l’unico giocatore ad essere già stato allenato da Gregucci. In maglia biancorossa ha imparato a conoscerne pregi e difetti ma la sua presentazione del tecnico tarantino è confortante. “Il mister è carico – racconta il giocatore -, quello che può darci è importante, sicuramente dal punto di vista delle motivazioni non si tirerà indietro. Speriamo di partire subito bene e di fare un altro bel campionato, sarebbe qualcosa di grandioso vista anche l’importanza che ha mantenere la categoria”.

Tatticamente parlando, Padoin è un jolly. Prezioso, decisivo forse per il cambio di modulo, vista la possibilità di schierarsi con il centrocampo a tre ed un suggeritore dietro le punte. “Gregucci ha già dichiarato che non intende stravolgere quanto abbiamo fatto con Del Neri. Penso sia una cosa giusta ed importante, questa squadra ha la sua identità ed è giusto mantenerla. Le varianti poi sono sempre possibili, personalmente ho già giocato a tre li in mezzo ed è un modulo che mi piace. Come sempre sono a disposizione, lo schieramento per me è un problema”.

Già, nessun problema. L’anno passato quando Cigarini si fece male contro il Milan qualcuno si preoccupò di De Ascentis o Parravicini titolari. Simone da Gemona convinse tutti e oggi la sua duttilità non è soltanto positiva ma pensando al futuro rischia di diventare decisiva.

Fabio Gennari

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