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Valbrembana

Blitz della Digos contro l’area antagonista: indagato giovane di Sedrina

Di Redazione23 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giovani incappucciati durante una manifestazione

Giovani incappucciati durante una manifestazione

BERGAMO — Maxioperazione della Digos che questa mattina all’alba ha fatto scattare la perquisizione di 15 le abitazioni, quasi tutte in uso ad esponenti dell’area antagonista, fra Verona, Trento, Padova, Genova, Venezia, Treviso, Torino, Brescia e anche Bergamo.

In Bergamasca gli agenti hanno fatto visita a un 26enne residente a Sedrina, con precedenti penali per turbativa dell’ordine pubblico. Gli sono stati sequestrati una felpa con cappuccio e un passamontagna neri. Il ragazzo, il più giovane tra gli undici indagati, è stato accompagnato in Questura dove è stato fotosegnalato: denunciato a piede libero, dovrà rispondere di travisamento e danneggiamento.

L’indagine è volta a individuare gli autori dei reati commessi durante il corteo antifascista che si è tenuto a Verona il 17 maggio 2008, in cui si commemorava la morte di Nicola Tommasoli aggredito da alcuni ultrà del Verona politicamente vicini all’estrema destra.

Durante la manifestazione della sinistra, circa 200 giovani dell’area antagonista usarono bastoni, spranghe, e bulloni contro sedi di banche ed agenzie di lavoro interinale. Il pm Carlo Villani ha iscritto nel registro degli indagati undici persone, due donne e nove uomini con età compresa tra i 26 ed i 53 anni. Nei loro confronti il magistrato ha emesso un mandato di perquisizione. I controlli di stamattina hanno portato al sequestro di mazze, fionde, petardi, caschi, bombolette spray, passamontagna, e documenti cartacei e magnetici ora al vaglio degli inquirenti.

Dalle indagini della Digos veronese è emerso che all’interno del corteo si era infiltrato un gruppo estremista dell’antagonismo che, contrariamente alle intenzioni pacifiche dei promotori della manifestazione, aveva un piano per scatenare la guerriglia urbana come atto politico.

Durante la manifestazione i facinorosi avevano indossato magliette nere con cappuccio e passamontagna, attaccando «i simboli del capitalismo». L’intervento mirato della polizia e degli organizzatori della manifestazione aveva evitato che la protesta degenerasse, come era nelle intenzioni dei violenti.

Nei confronti degli undici indagati, tutti con precedenti per fatti analoghi, sarebbero emersi indizi di colpevolezza. Pesanti le accuse a vario titolo: travisamento, porto di oggetti atti a offendere, danneggiamento aggravato, fabbricazione, detenzione, porto ed esplosione di una bomba carta.

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