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Editoriali

Centrosinistra: sei consiglieri in cerca di un leader

Di Redazione22 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lo scienziato Andrea Viterbi con Roberto Bruni (foto courtesy www.listabruni.it)

Lo scienziato Andrea Viterbi con Roberto Bruni (foto courtesy www.listabruni.it)

Siamo sinceri. Senza l’avvocato Bruni l’opposizione in consiglio comunale è davvero poca cosa. Ne abbiamo avuto una dimostrazione ieri sera. Assente l’ex sindaco, il centrosinistra si è letteralmente perduto. Nei rivoli delle parole vorticose ma sussurrate di Fiorenza Varinelli, che fanno un metro e poi si spengono. Nei luoghi comuni e nelle frasi fatte – del tipo “premetto, il nostro non è un atteggiamento ideologico (se non lo è che lo specifichi a fare, ndr) – del consigliere Gandi. Nei distinguo sulla mobilità soffice del consigliere Zenoni. Nelle minacce di una presunta quanto imminente insurrezione popolare a mezzo bici, avanzata dal consigliere dei Verdi Vertova. Nell’eterna guerra col microfono di Nadia Ghisalberti.

E’ vero, l’emozione delle prime volte può giocare brutti scherzi. L’unico che sembrava a suo agio, vista l’esperienza, era Simone Paganoni. Ma nel complesso lo spettacolo offerto ieri sera dal centrosinistra non è parso certo edificante. Vedere un’opposizione senza né capo né coda, disorganica e smarrita senza il suo leader, ha fatto accapponare la pelle anche a quelli che stanno dall’altra parte. A contribuire al caos si è aggiunta l’assenza di Elena Carnevali, capogruppo del Pd, una di solito con la testa sulle spalle.

E così ha avuto buon agio il vicesindaco Ceci a replicare con forza alle rimostranze piuttosto vacue degli avversari. Ben altro filo da torcere e ben altri argomenti, ne siamo certi, avrebbe usato l’ex sindaco Bruni per difendere il suo operato sulle piste ciclabili, le zone 30 e le Ztl. Sarebbe ricorso alla suo proverbiale eloquio e avrebbe portato argomenti più consistenti di “non si vede un disegno complessivo sulla mobilità”, “studiamo quanti incidenti fra bici e pedoni ci sono stati”, “non capiamo il problema della convivenza fra i due mezzi”, “la vostra visione è settecentesca, oggi la mobilità passa da mezzi altri, compresi i pattini” oppure, summa delle summe, la terrificante “abbiamo portato in piazza 100 bici ne porteremo 500, la città vi si rivolterà contro”. Giro d’Italia compreso…

Tentorio osservava fra l’annoiato e l’incuriosito. Forse pensava la stessa cosa che pensavamo noi. E’ duro dirlo, ma “come ci manca avvocato Bruni”.

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