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Editoriali Politica

Palafrizzoni cancella l’ufficio Pace. Finalmente

Di Redazione21 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo

Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo

Detto, fatto. Durante la scorsa seduta dell’8 luglio la Giunta comunale ha cancellato gli uffici “Pace” e “Cooperazione internazionale” e, di fatto, temporaneamente stoppato il progetto “Grande Bergamo” che prevede un’unica grande area metropolitana imperniata sul capoluogo.

Partiamo da quest’ultimo che è il nodo più importante. Ebbene, a dire il vero, la Grande Bergamo non è stata cancellata come denunciato dal centrosinistra. Tentorio ha detto che vuole una riorganizzazione dei ruoli. La Giunta ha deciso di riassegnare ad altre mansioni il personale che se ne occupava, e di trasferire la questione agli assessorati. Di fatto, il progetto si ferma per un po’. Il problema è che di passi in avanti in passato non ne aveva fatti molti. Se non altro perché la Grande Bergamo e i suoi problemi sono gestiti da un elefantiaco organismo burocratico composto da una quarantina di comuni, capitanati da Bergamo.

Intendiamoci, al di là delle ovvie proteste del centrosinistra che ha inventato il progetto, lo ha portato avanti e caldeggiato, la scelta dell’amministrazione comunale è comunque formalmente e politicamente legittima. Se poi sarà efficace per risolvere problemi che coinvolgono Bergamo e hinterland è tutt’altra questione.

Legittima ci pare anche la cancellazione dell’ufficio Pace e di quello della Cooperazione internazionale, peraltro promessa in campagna elettorale. L’ufficio Pace è stato definito dal leghista Daniele Belotti come “un ufficio di collocamento per giovani rampanti della sinistra”. Noi non ci spingiamo a tanto. Facciamo però notare di non aver mai incontrato Ribbentrop e Molotov con le carte in mano nei corridoi di Palazzo Frizzoni. L’inutilità di un ufficio simile dentro il Comune, consentiteci, è palese. Primo perché non ci risulta che Bergamo sia in guerra con alcuno, e quindi non si vede la necessità di addetti alla pace. Secondo, perché la pace è un tema che compete a istituzioni di ben altra levatura, troppo importante per essere appannaggio di un ufficietto comunale. Sarebbe come tener aperto un ufficio “riscaldamento globale”, inteso come Global Change, e non come lavori in via Carducci. E in ultima istanza perché è ovvio che ogni individuo dotato di raziocinio sia a favore della pace e contro la guerra. Ma non per questo è necessario aprire un ufficio “Buonsenso”.

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