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Politica

Parla Pagnoncelli (Pdl): una parte del partito è stata esclusa dalle decisioni

Di Redazione16 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il sottosegretario alla presidenza della Regione, Marco Pagnoncelli, ex numero uno di Forza Italia a Bergamo

Il sottosegretario alla presidenza della Regione, Marco Pagnoncelli, ex numero uno di Forza Italia a Bergamo

BERGAMO — Marco Pagnoncelli è un politico abituato a pesare le parole. A sceglierle con dovizia, consapevole che in politica contano molto anche le frasi non dette. L’ex coordinatore provinciale di Forza Italia, oggi sottosegretario alla presidenza della Regione, in questa intervista esclusiva a Bergamosera fa una radiografia spietata della situazione dentro il centrodestra bergamasco.

Pagnoncelli, a bocce ferme, facciamo un’analisi del voto recente per il Pdl. Come giudica i risultati delle scorse elezioni?
Alle Europee abbiamo preso il 35,2 per cento, una dato in linea con il resto della Lombardia. Se comprendiamo la lista del sindaco, il dato si conferma anche al Comune di Bergamo, dove peraltro siamo ancora il primo partito. Il peggio è sulla Provincia, dove paghiamo lo scotto della presenza forte della Lega e della questione Bettoni che ci ha eroso un notevole bacino di voti. Direi che 14 punti di distacco dalla Lega sono un dato preoccupante per il Pdl.

A dire il vero preoccupa anche la questione della formazione delle Giunte. Come le sembrano?
Essendo tutti personaggi molto nuovi bisogna dar loro tempo e vedere come lavorano. Pirovano e il sindaco Tentorio sono due uomini di grande esperienza che certamente hanno valutato attentamente tutte le posizioni.

Vede il rischio di Giunte a trazione leghista, con il Pdl relegato in un angolo?
C’ è un risultato elettorale in cui il Pdl esce ridimensionato, quantomeno in Provincia, a tutto vantaggio della Lega. Mi sembra che ormai bisogna prendere atto che il 36 per cento del voto leghista contro il 22 del Popolo della Libertà risponde da sé, è già nei numeri. Non possiamo discutere la forza in Giunta della Lega, perché tra l’altro deriva dal risultato delle urne da cui è uscito il consiglio provinciale.

Quanto hanno pesato sulla Giunta comunale le correnti interne a Forza Italia?
Alcune aree del Pdl hanno gestito in maniera autonoma la Giunta provinciale e la Giunta comunale. Non possiamo certo dire che tutte le varie sensibilità hanno avuto lo stesso peso. E’ evidente che ciò non ha aiutato tutto il partito a trovare una condizione di riscatto rispetto al risultato provinciale.

Quindi secondo lei una parte del partito è stata esclusa dal processo decisionale?
Beh, non secondo me, ma secondo i dati, secondo quanto si vede. Probabilmente è una scelta che va bene così. Così sono i momenti della politica. Ovviamente io non posso recriminare, ma mi è sembrato evidente che già nell’euforia della nascita del Pdl qualcosa di anomalo sia successo…

A cosa si riferisce in particolare?
Mi riferisco al fatto che nella trasformazione in Pdl c’è stato quello che c’è stato. Quindi il sottoscritto non è titolato a controbattere a cose che sono successe ad altri.

Nella formazione delle Giunte è stato privilegiato il rapporto con Cl?
Cl è una grossa componente, forte e presente nel partito. Quindi non credo che la sua rappresentanza nelle Giunte sia sovradimensionata. Credo che il peso sia adeguato a quello che ha nel Pdl.

Alla luce di questi elementi, prevede un cammino turbolento per Tentorio?
Mi auguro che sia tranquillo. Lavoreremo tutti perché lo sia. Certamente da quel che posso vedere, qualche consigliere, qualche grande errore strategico in Comune è stato commesso. Per cui c’è un grosso lavoro da fare per tenere insieme la squadra. Credo si possa fare se lavoriamo tutti insieme.

Includendo anche le aree del partito che sono state tagliate fuori?
E’ un concetto che in un partito collegiale non dovrebbe esistere. Ma purtroppo di fatto così è. Mi auguro che in futuro prossimo ci sia una condivisione, una voglia di ridare forza al Pdl evitando l’imposizione di qualche “notabile” del partito.

Quella alle amministrative è stata una vittoria di Saffioti o del partito?
Purtroppo devo registrare che in città abbiamo ottenuto il successo sperato perché tutto il partito ha lavorato in campagna elettorale per la vittoria, nessuno escluso. Perché quando hai candidati che vogliono essere eletti tutti vogliono lavorare per prendere preferenze e ugualmente per prendere voti. Poi, però…

Quindi secondo lei non è stata una vittoria del segretario e della sua strategia?
Secondo me è stata una vittoria del sindaco che ha saputo crearsi il suo carisma e mantenere inalterato tutto il consenso del Pdl. Ciò che invece non è avvenuto in Provincia.

Il Pdl in Bergamasca esiste solo sulla carta. Quanto ci vorrà per trasformarlo in un partito strutturato?
Credo che nel giro di un anno si possa stabilizzare e assestare secondo quanto previsto dalla statuto attraverso congressi e quant’altro.

E’ prevedibile un congresso a breve?
Sì, certamente. A brevissimo magari no. Ma credo che nel 2010 ci potrebbe essere.

E’ prevedibile un suo ritorno dopo l’esperienza in Regione?
Io lavorerò perché il partito sia sempre unito e non accadano, come è successo in questi due mesi, momenti decisionali non collegiali, forti, probabilmente, di una decisione nazionale che ha visto prediligere questa scelta rispetto ad altre scelte politiche.

Quali altri orientamenti si potevano prendere?
Io sono convinto che le scelte politiche vadano in qualche misura ragionate. Col senno di poi abbiamo 14 punti di distacco dalla Lega. E siamo l’unico partito in Lombardia ad avere un insuccesso così grande rispetto alla Lega. In tutte le province lombarde il Pdl è davanti. Solo a Bergamo e Sondrio, là peraltro di poco, invece perdiamo. Questo è indice che qualcosa è successo. Che si chiami Bettoni o altro, il risultato parla da solo.

Trova differenze fra la tua segreteria e quella Saffioti?
La mia era frutto di un’elezione e di una condivisione. Magari non totale, però una sorta di condivisione c’era. Ho visto decisioni prese in stanze molto ristrette come peraltro prevede lo statuto. La nomina del commissario e del coordinatore ad acta del Pdl hanno consentito questo. Ma mi auguro che il partito in futuro prenda una strada diversa e vedo già dei segnali positivi in tal senso.

Dopo la Regione che intenzioni ha?
Intanto mi godo le vacanze. A settembre certamente non scenderò in prima linea ma so che la politica è qualcosa che fai per il piacere di aiutare la tua gente, la tua città, la tua provincia. Continuerò dunque a fare quello che ho fatto in passato, ma non certamente il coordinatore.

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