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Cultura

I siti geologici in mostra al Museo di scienze

Di Redazione14 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La straordinaria ricchezza geologica delle Orobie

La straordinaria ricchezza geologica delle Orobie

L’Istituto di geologia e paleontologia del Museo civico di scienze Naturali ha aperto dal mese di luglio 2009 la mostra dedicata ai luoghi di eccellenza della geologia nel territorio di Bergamo.

Il geosito rappresenta in modo esemplare gli eventi geologici, racconta con la sua presenza silenziosa la storia, l’evoluzione e lo sviluppo di clima, ambienti e vita sul nostro pianeta. Questi luoghi sono un modello di riferimento per un’ampia fascia di territorio ma possono essere di richiamo a livello mondiale come nel caso dei giacimenti di vertebrati fossili, riferimento per lo studio dell’evoluzione della vita e del pianeta di oltre 200 milioni di anni fa.

I geositi forniscono un contributo indispensabile per la comprensione della Geodiversità perché sono gli elementi chiave di conoscenza della storia e della dinamica della Terra, sono la memoria dell’evoluzione biologica e della vita dell’uomo dai suoi albori. Ma sono anche un laboratorio ideale per l’educazione ambientale, sono elementi distintivi della qualità del paesaggio, base della biodiversità, ragione di educazione, ed opportunità di ricreazione.

La mostra è un veicolo per scoprire quali e quanti sono i geositi tutelati dalla Regione Lombardia sul nostro territorio. Il 28 maggio 2008, la Giunta regionale della Lombardia ha, infatti, deliberato i criteri e gli indirizzi per la definizione della componente geologica del Piano di governo del territorio pubblicando l’elenco dei primi 31 geositi di Bergamo e Provincia.

Oggi l’Istituto di geologia del Museo di scienze naturali in collaborazione con il CNR-IDPA propone una chiave di lettura immediata e semplice di questi luoghi ma intraprende anche un nuovo rapporto con i visitatori perché prosegua il percorso di informazione, censimento e tutela. Nei prossimi giorni, infatti, la mostra si integrerà con le proposte e le immagini fornite da ricercatori e appassionati di geologia e natura, perché all’appello mancano ancora molti luoghi esemplari per la presenza di uno o più fenomeni geologici di particolare rilevanza quali grotte e cascate, laghi e suggestive valli, giacimenti di minerali e fossili.

Il bene geologico, riconosciuto dalle direttive della Consiglio d’Europa, apparentemente solido e persistente è l’unico testimone di una storia invisibile, che, una volta perduta, non è più riproducibile, è cancellata per sempre. La mostra chiude le manifestazioni che celebrano l’Anno mondiale del pianeta Terra (International Year of Planet Earth) decretato dall’assemblea delle Nazioni Unite.

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