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Atalanta: dopo il bagno di folla comincia il lavoro vero

Di Redazione13 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gregucci e Osti durante la conferenza stampa di presentazione

Gregucci e Osti durante la conferenza stampa di presentazione

BERGAMO — “Dopo tre giorni di visite mediche, test atletici e qualche movimento sul campo, adesso si inizia il lavoro vero”. Basta una frase ad Angelo Gregucci per rompere il ghiaccio.

L’Atalanta inizia la sua stagione partendo per il ritiro trentino di Brentonico e nella conferenza stampa tenutasi a Zingonia domenica di buon mattino l’ex tecnico del Vicenza parla subito chiaro dimostrando come lui alle dichiarazioni preferisce il lavoro quotidiano con il gruppo.

“Non ho mai visto un allenatore entrare in campo, recuperar palla e risolvere una partita grazie ad un gol in rovesciata. Sono una delle componenti, con la società e i giocatori si lavora tutti assieme per raggiungere l’obiettivo finale”.

Dopo una campagna acquisti per certi versi stupefacente, si temevano cessioni importanti e sono arrivati uomini che permettono numerose varianti tecnico tattiche, è proprio l’obiettivo stagionale uno degli argomenti più chiacchierati.

Questa Atalanta dove può arrivare? Gregucci è schietto e sincero, risponde deciso e le sue parole sono molto chiare. “Dobbiamo tutti quanti pensare di arrivare ogni giorno al campo per spostare un pò più in là il massimo che siamo in grado di fare. Se ogni seduta di allenamento ha questo obiettivo, siamo sulla buona strada. L’Atalanta da sempre ha come prima necessità il mantenimento della categoria, anche quest’anno sarà così ma insieme alla crescita del patrimonio giocatori vorrei che tutti provassero a migliorarsi. Non mi piace fare tabelle, calcoli o cose simili. Io lavoro con il mio staff per far crescere il gruppo, cammin facendo vediamo dove è possibile arrivare”.

Come in campo preferiva alla forma la sostanza, il tecnico atalantino non si smentisce nemmeno quando gli si chiede del modulo dimostrando di avere già le idee molto chiare.
“Questa squadra ha una fisionomia ben precisa. Due linee da quattro davanti al portiere, una punta davanti all’uomo più carismatico, più tecnico e più importante di questo gruppo che è Cristiano Doni. Ripartiremo da qui, sarebbe stupido fare diversamente ma il gruppo di giocatori che la società mi ha messo a disposizione ci permette di lavorare su alcune varianti interessanti e nel corso della preparazione inizieremo a valutare anche queste”.

Dopo le consuete interviste ai protagonisti, la squadra è partita da Zingonia per salutare al Lazzaretto di Bergamo i suoi tifosi. Almeno 3000 gli appassionati nerazzurri che hanno gremito il prato centrale, applausi per tutti tranne che per l’oggetto misterioso Costinha che ai fischi ha risposto con totale indifferenza.

Emozionati i nuovi acquisti Barreto, Tiribocchi e Madonna mentre Bellini, Ferreira Pinto e Cristiano Doni sono saliti per ultimi sul palco indossando le maglie della nuova stagione. Oltre alla casacca tradizionale nerazzurra, la seconda maglia è bianca con delle righe nerazzurre verticali in stile anni Ottanta, mentre la terza celebra il cinquantesimo campionato di Serie A che l’Atalanta si appresta ad affrontare.

I motori sono accesi, adesso bisogna correre e cercare di non fermarsi. Buon lavoro ragazzi, le tre settimane in Trentino saranno durissime ma a Bergamo c’è tanta voglia di tornare a spellarsi le mani per l’Atalanta. Adesso tocca a voi.

Fabio Gennari

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