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Prima periferia

La Regione mette il freno al Polo del lusso

Di Redazione10 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una simulazione dello straordinario Polo del Lusso

Una simulazione dello straordinario Polo del Lusso

AZZANO SAN PAOLO — “L’istruttoria rimane sospesa fino alla presentazione della nuova documentazione”, firmato Direzione generale Territorio e Urbanistica delle Regione. Con queste parole, il Pirellone ha di fatto bloccato il mega-progetto del Polo del Lusso avanzato dall’imprenditore bergamasco Antonio Percassi sui terreni di Azzano San Paolo, ritenendo non del tutto idoneo l’incartamento presentato per la valutazione d’impatto ambientale.

Uno stop temporaneo, a dire il vero, di cui si capirà qualcosa in più alla prossima Conferenza dei servizi prevista per il 14 luglio, quando presumibilmente verranno messe sul tavolo le carte richieste dalla Regione e presentate nel frattempo dai progettisti. Al tavolo ci saranno anche Provincia di Bergamo, Comune di Azzano e comuni limitrofi, chiamati a confermare (speriamo, visti i cambi d’amministrazione) i pareri positivi espressi in precedenza.

L’enorme complesso, che doveva essere pronto per il 2011 per ospitare 100 griffe internazionali e creare 2000 posti di lavoro, dunque, per ora è stato “rimandato” dai tecnici della Regione che hanno sollevato osservazioni alla documentazione presentata in un primo tempo dalla Finser Spa, società dell’imprenditore seriano. Il progetto realizzato dallo studio newyorkese Asymptote e dagli architetti italiani della “De 8” – gli stessi che stanno costruendo l’hotel extralusso di Abu Dhabi accanto al circuito di Formula Uno – non ha soddisfatto del tutto le aspettative della Regione in materia di impatto ambientale. Pertanto “si rende necessario acquisire chiarimenti e integrazioni alla documentazione presentata”, si legge in un documento della Direzione generale Territorio, datato 5 giugno 2009.

Il problema è che le richieste del Pirellone non sono di poco conto e da consegnare in circa 15 giorni. Si tratta di cinquanta punti in tutto, distribuiti in tutti i settori: dal quadro progettuale a quello ambientale, passando per i flussi di traffico, le emissioni in atmosfera, l’impatto acustico e quello sulle acque, dell’enorme struttura.

Una struttura che si estenderà su 148 mila metri quadrati a ridosso dell’Oriocenter – a cui sarà collegata con una passerella – e dell’aeroporto di Orio al Serio. Un complesso di edifici da realizzare fra l’autostrada A4 Milano-Venezia e la Nuova Cremasca, ben visibile persino dagli aeroplani grazie a una copertura pensata come una coperta adagiata su un declivio, che renderà lo scenario d’acciaio e cristallo più sinuoso e scandito da giardini, fontane e giochi d’acqua.

Dentro troveranno posto un’ampia area commerciale per le più prestigiose maison internazionali. E poi un’area direzionale con uffici e studi professionali, una zona ricreativa con auditorium, cinema multisala, planetario, ristorante “stellato” e albergo di lusso con spa e servizi esclusivi. Visitatori previsti: 10 milioni ogni anno, con relativo traffico.

Insomma un mega-complesso dall’aspetto futuristico che, nelle intenzioni dei progettisti, potrebbe diventare un’icona della Bergamasca e dare una spinta notevole alla ripresa economica nella nostra provincia. Sempre che la documentazione presentata in seconda battuta superi gli ostacoli posti dalla Regione.

Ostacoli fra cui ci sono le altezze massime degli edifici “che devono rispettare il piano aeroportuale senza costituire impedimenti visuali e alle attività delle torri di controllo”. Oppure il rispetto dei vincoli aeroportuali per le gru dei cantieri. O la richiesta di spiegazioni sull’eliporto che verrà costruito sul tetto del Polo. E ancora, informazioni sullo smaltimento degli inquinanti prodotti durante la costruzione. Uno studio dei flussi di traffico comprensivo del comune di Azzano San Paolo. Il progetto di completamento della terza corsia della bretella della Provinciale 116 e il raccordo con il rondò di Orio al Serio. Un rapporto più preciso sull’analisi delle emissioni dei veicoli secondo i canoni dell’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) e relativo a un parco veicoli più aggiornato, come da sito Aci.

Inoltre la Regione evidenzia che in quell’area “la situazione attuale per il Pm10 è già critica e quindi qualunque altro intervento destinato a incrementare le emissioni non può che aumentare tale criticità, in condizioni meteo sfavorevoli”. E a proposito di emissioni di Co2, il Pirellone “ritiene opportuno un nuovo bilancio ambientale ipotizzando l’utilizzo di una centrale elettrica trigenerativa a fonti rinnovabili” al posto di quella progettata attualmente.

I tecnici della Regione vogliono vederci chiaro anche sull’impatto acustico della struttura, e sull’ambiente idrico. Compresa quella “rete interna che non dovrà interferire in alcun modo su quella acquedottistica”. Ultimo ma non ultimo “dovranno essere valutati gli impatti che il nuovo assetto avrà sulle specie animali e vegetali presenti nei corsi d’acqua e sulle rive”. Pertanto serve “potenziare le opere di mitigazione e compensazione a verde”, “ricalibrare l’impatto paesistico dei progetti”, “indicare il destino dei materiali di scarto dei cantieri” e valutare “l’impatto dei cantieri stessi sulle abitazioni poste a poco distanza”.

Insomma, osservazioni non indifferenti. Per analizzare tutta la documentazione richiesta potrebbero volerci mesi, dicono dagli uffici della Regione. Possibile, dunque, uno slittamento delle date. Percassi aveva previsto di aprire i cantieri già nel 2010 in modo che il Polo del lusso potesse accogliere i primi visitatori nel 2013: giusto in tempo per l’Expo. Incrociamo le dita. Per la nostra economia potrebbe essere un’occasione “rimandata”.

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