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Politica

Tentorio: la fronda interna al Pdl? Credo non avverrà

Di Redazione6 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il sindaco di Bergamo Franco Tentorio

Il sindaco di Bergamo Franco Tentorio

BERGAMO — “Vede, il Pdl è il mio partito. Se non ci avessi creduto non lo avrei seguito. La possibilità di una fronda interna? Sono ottimista. Spero e credo che non accadrà”. E’ sereno Franco Tentorio. Dopo l’impegno della campagna elettorale e i momenti di duro confronto per la composizione della Giunta, ora per il nuovo sindaco c’è l’ostacolo più difficile: risolvere i problemi della città. Glielo chiede l’elettorato. Tutto.

Tentorio, come sono stati i primi giorni da sindaco?
Impegnativi ma molto sereni. Ho trovato una grossa collaborazione nella struttura – dirigenti, funzionarie collaboratori – e da qualche giorno anche con gli assessori appena nominati. Assessori giovani, molto impegnati, competenti. Mi sorprende che la scelta di giovani con qualche esperienza possa venire criticata.

Che differenza trova con l’Amministrazione Veneziani di cui è stato vicesindaco?
Sono ruoli diversi. Allora avevo un assessorato pur importante, quello al bilancio, tributi patrimonio e servizi cimiteriali. Adesso invece è l’intera struttura che fa riferimento a me. E anche il ruolo politico è indubbiamente più completo.

Perché la proposta di Tentorio ha fatto così presa in città?
Il dato positivo che ho riscontrato è che il voto alle Europee è stato interamente confermato alle Amministrative. Questo significa che non ho perso voti rispetto a un avversario molto forte, molto conosciuto e persona stimabile nonostante non ne condivida molte scelte politiche.

Si aspettava di vincere in tutta la città?
La gratificazione è arrivata da un consenso in tutti i quartieri, quindi di tutte le classi sociali. Anche lo slogan “Tentorio, uno di noi” è stato centrato perché ha fatto capire che io sono come i bergamaschi che mi hanno votato.

In rapporti dentro il Pdl, durante la composizione della giunta, invece sono stati davvero tesi…
Il sindaco nomina la giunta che per 5 anni però deve avere la condivisione del consiglio comunale. Credo di essere stato rispettoso dei diritti di giudizio e di aver condiviso le scelte con i partiti e il consiglio comunale. Ho posto solo alcune condizioni: rinnovamento, veti su persone che non ritenevo idonee alla funzione, rispetto della volontà dell’elettorato attraverso la rappresentatività delle forze che sono in consiglio comunale. Ho ascoltato i suggerimenti dei partiti senza entrare nei confronti interni che non sono di mia competenza. Le proposte che mi hanno fatto sono state da me condivise. Quelle che ho fatto io a loro pure. Abbiano trovato un’intesa. Me ne sono ben guardato dall’interferire nei confronti interni.

Questione vicesindaco: è lei che ha fatto un passo indietro o Ceci che ne ha fatto uno avanti?
La scelta di Ceci vicesindaco è giusta. Per i seguenti motivi: ha dedicato 15 anni della sua vita al consiglio comunale; è stato capogruppo di Forza Italia; è arrivato primo come preferenze nel Pdl. Aveva titolo per ambire a questo ruolo. Altrettanto prestigiosa sarebbe stata la scelta di Pezzotta. Il quale, da persona intelligente qual è, ha preferito entrare nella squadra in maniera “soft”, anche se chiamare soft due assessorati pesanti come l’urbanistica ed Expo 2015 non è corretto. Anche lui ha condiviso la mia valutazione che le richieste di Ceci avevano un fondamento, che era meglio entrare in squadra con il piede leggero. Insomma è una squadra composta in giustizia e nel rispetto di tutti. Una buona squadra.

Non teme l’eccessiva mobilità degli uomini dell’ex Forza Italia? Vede il rischio di finire come Veneziani, affondato da una fronda interna?
Il Pdl è il mio partito. Sono ottimista. Spero e credo che ciò non accadrà.

Cosa resta di An dentro il Pdl?
Rimangono presenze forti di cui anch’io sono un esempio. Nonostante la mia origine, che mi gratifica moltissimo, ora però sono del Pdl. Se non avessi accettato questa fusione non avrei aderito.

Parliamo del primo consiglio comunale. Come le è parsa la relazione di Bruni?
Rispetto il ruolo dell’opposizione, che ho fatto anch’io per tanti anni. L’ho ascoltato con attenzione. Certo Bruni stesso ha detto più volte che la sconfitta era stata per lui elemento di forte turbamento.

Il centro di Bergamo, una città difficile da amministrare nella sua complessità

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Dialogherà con l’opposizione?
Quest’amministrazione deve essere trasparente, aperta a tutte le domande dei consiglieri di maggioranza e opposizione. Porteremo avanti i programmi della precedente amministrazione che condividiamo. E se arrivano proposte costruttive saremo bene lieti di votarle assieme. Questo però non significa far tutto insieme, perché i progetti e i programmi politici sono diversi, esistono forti differenziazioni ed è giusto che vengano portate avanti quelle che l’elettorato a maggioranza ha scelto. I programmi elettorali non sono indifferenti, altrimenti il sindaco lo sceglieremmo per sorteggio.

Concederà al centrosinistra ruoli importanti nelle municipalizzate?
Fino alla naturale scadenza del mandato, a differenza di quello che ha ritenuto di fare il precedente sindaco. Non dimissionerò nessuno, perché lo “spoil system” non è una regola della legge italiana. Alla scadenza, è chiaro che le scelte ricadranno principalmente su persone che condividono il nostro progetto di città. Lasceremo un ruolo di controllo all’opposizione.

La questione della doppia votazione di Redondi. Qualche problemino nella maggioranza ce l’avete ancora…
Forse è stato un errore, o uno sbaglio voluto, non lo so. Prendo atto della volontà del consiglio e che Redondi è stato eletto con le maggioranze di legge. Io l’ho votato.

Non vede il rischio di una giunta a trazione leghista?
Penso che sia giusto che ognuno dia il suo contributo: Lega, Pdl, lista Tentorio. Una squadra è fatta di più componenti. Se si amalgamano vincono. Ho totale e uguale rispetto per tutti i miei assessori.

Lei si è dimesso dalle cariche che aveva in diverse società importanti, per fare il sindaco. Necessità o rammarico?
Necessità. Quando uno fa una scelta non deve avere nessun rammarico. Ho rinunciato ad alcuni incarichi di collegio sindacale. Mi sembrava corretto non avere rapporti professionali con società che hanno delle attività che riguardano il Comune di Bergamo.

La questione dell’assessore Sartirani. Vede conflitto d’interessi?
Non vedo conflitto d’interessi, altrimenti non l’avrei nominata. L’assessore ha rinunciato alla presidenza dell’Associazione festival internazionale del cinema.

Sì, però è ancora dentro Team Italia…
E’ socia di mininoranza. Ha assunto l’impegno che Team Italia non abbia alcun tipo di rapporto, né economico né professionale, con il Comune di Bergamo.

E’ un impegno difficile da mantenere…
Deve mantenerlo. Mi ha dato la sua parola. Io le credo. Se fa un’attività a Bergamo la faccia per conto suo e non chieda contributi. Non può avere come interlocutore, come committente il Comune. Questo principio riguarda tutti quelli che in passato e anche con questa giunta operano in città.

Scegliendo la Sartirani si è messo in una posizione politica scomoda. Da politico navigato, perché ha preso questo rischio?
Perché mi sembrava la persona più idonea al ruolo. E’ stata una scelta di competenza. Le informazioni assunte erano di persona professionale e seria. A ciò aggiungo anche il fatto che è una donna.

A proposito di cultura. Il distacco con l’Università. Possibile che il centrodestra non riesca a dialogare con l’ateneo?
Il rettore, che pure stimo per quanto ha dato all’università in questi anni, ha ritenuto in campagna elettorale, secondo me sbagliando, di organizzare un incontro per di più andato deserto con il sindaco uscente. Avrei potuto chiedere di fare la stessa cosa. Non so quale risposta mi avrebbe dato. Ma mi sembrava altrettanto sbagliato dare una diversa colorazione, perché pur sempre di colorazione si tratta, ad un’iniziativa dell’Università. Castoldi ha fatto molto bene il rettore, in questo caso invece ha sbagliato. Dal canto mio non ho voluto aggiungere errore ad errore. Questo non significa che non sia impegno di questa Amministrazione rapportarsi costruttivamente con l’Università, magari facendo meglio di quanto è stato fatto in passato. Castoldi, nelle interviste, lamenta spesso una mancata attenzione del mondo politico bergamasco all’istituzione da lui rappresentata.

Sempre cultura. Basteranno i grandi eventi a fare di Bergamo capitale della cultura?
E’ un tentativo. Speriamo che riesca.

Le tre iniziative concrete che i cittadini vedranno per prime?
Premessa: i miracoli non li fa nessuno. Soprattutto non si fanno in periodi di tempo non consoni. I due settori su cui mi impegnerò da subito sono la sicurezza e Bergamo sociale. Sicurezza vuol dire dar corso a una serie d’iniziative annunciate in campagna elettorale. Da quelle in positivo – rivitalizzazione dei quartieri e illuminazione – a quelle repressive – vigili di quartiere, militari in collaborazione con le altre forze dell’ordine, ordinanze secondo la legge Maroni, telecamere più moderne e nella misura in cui servono, volontari della sicurezza e più forze dell’Ordine in provincia di Bergamo. Insomma diversi passaggi, ognuno dei quali può dare un contributo alla soluzione del problema. Cercheremo di realizzarli tutti. L’importante che la percentuale di risultati positivi sia alta.

E Bergamo solidale?
In tempi di crisi economica l’Amministrazione comunale deve fare uno sforzo eccezionale d’intesa con il volontariato laico e cattolico, e con la Provincia e la Regione che sono deputate a questo compito.

Le grandi opere: il treno per Orio…
E’ un sogno bipartisan. L’aeroporto è una realtà importante sia per i posti di lavoro creati, sia perché permette alle imprese bergamasche di proiettarsi sul mondo, e ai cittadini di andare più comodamente in vacanza.
Sì, però i costi dell’opera sono molto grandi. Si parla di 140 milioni di Euro…
E’ vero. Per questo l’opera deve essere condivisa da Stato, Regione, Provincia e privati. Altrimenti il Comune da solo non la può fare. In una strategia generale quest’opera ci sta tutta.

A proposito d’investimenti: Tangenziale est, dove trova i soldi per farla?
Se non li troviamo non la facciamo. Ormai quelli di prima li abbiamo persi…

E la Cittadella dello Sport: anche qui, dove trova i soldi?
La Cittadella dello sport non ha costo pubblico. Nel senso che deve essere realizzata senza costi per il Comune. Oppure con una netta prevalenza dell’impegno privato. Bisogna esaminarne la fattibilità, visto che il progetto originario che era già pronto è stato accantonato dalla precedente Amministrazione. Bisogna vedere se è sinergicamente rapportato con l’Accademia della Guardia di Finanza, i cui impianti sportivi peraltro per convenzione sono aperti al pubblico. Non escludo di guardare soluzioni alternative nell’hinterland, qualora si manifestassero. La Cittadella dello sport richiede due cose. La volontà dei proprietari delle aree: ma è evidente perché per un imprenditore la valorizzazione delle aree è sempre un affare. E un progetto in cui ci sia largo spazio per il verde e le famiglie. Ricordo che il vecchio progetto prevedeva 200mila metri quadrati di verde aperto al pubblico: un parco attrezzato senza pari nella città di Bergamo. E, terzo punto, il pieno coinvolgimento da parte delle società sportive, a partire dall’Atalanta.

Guardiamo lontano. Dopo il sindaco farà il parlamentare?
Penso di no. Vorrei tornare a fare il commercialista e dedicarmi alla mia famiglia: mia moglie, i miei figli che hanno tanta pazienza. Sceglierei una vita più tranquilla, magari con la mia bicicletta.

Quindi questo è l’apice della sua carriera politica?
Sì certamente. E anche un po’ inatteso.

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