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Libri

Premio Strega: il “bergamasco” Scurati sconfitto per un voto

Di Redazione4 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lo scrittore Antonio Scurati, già docente dell'Università di Bergamo

Lo scrittore Antonio Scurati, già docente dell'Università di Bergamo

E’ “Stabat mater”, scritto da Tiziano Scarpa ed edito da Einaudi, il libro vincitore della 63esima edizione del Premio Strega. Il romanzo di Scarpa ha ottenuto 119 voti, uno in pi˘ de “Il bambino che sognava la fine del mondo” di Antonio Scurati, già docente presso l’Università di Bergamo.

Ecco gli altri tre concorrenti della cinquina: Massimo Lugli con “L’istinto del lupo” ha ottenuto 58 voti. Cesarini Vighy con “L’ultima estate” ha raggiunto i 36 voti. Mentre Andrea Vitali con “Almeno il cappello” si è fermato a 28 voti.

Si tratta del terzo successo consecutivo per una casa editrice del gruppo Mondadori. Le indiscrezioni, le voci di corridoio davano da giorni la possibilità di un testa a testa fra Scarpa e Scurati, e così è stato, in un premio che normalmente non riserva sorprese nelle assegnazioni.

La serata è cominciata con un clamoroso ritardo rispetto alla formula di rito. La partenza era prevista alle 21,30, e invece è cominciata molto dopo le 23. Tutta colpa delle scrutinio delle schede di preferenza espresse dai 400 “Amici della domenica”, la giuria del premio.

Scarpa contro Scurati. Ovvero l’eterno scontro fra la Einaudi (Gruppo Mondadori) e la Bompiani (gruppo Rizzoli). mentre i due autori facevano di tutto per stemperare la tensione di cordialità reciproca.

Alla fine ha vinto Stabat Mater. Il volume tratta di una la lunga lettera alla madre di una ragazza sedicenne, Cecilia, abbandonata nell’Ospedale della Pietà di Venezia da bambina, dove ha imparato a suonare il violino, in chiesa, dietro una grata che protegge le giovani dagli sguardi dei fedeli. La sua vita cambia, dopo líincontro con un prete insegnanante, Antonio Vivaldi.

Il romanzo di Scurati invece è di quelli inquietanti. “Il bambino che sognava la fine del mondo” è la storia di un adulto che accusa un prelato di averlo molestato quando da bambino frequentava il seminario. La storia è ambientata a Bergamo. E si fonde con fatti di cronaca inventati ma ispirati a episodi realmente accaduti come quello delle due maestre accusate di abusi sessuali sui bambini. Il protagonista è un professore universitario che pur innocente, finirà coinvolto da un’accusa infamante.

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