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Cultura

Ipotesi clamorosa: la Sindone opera di Leonardo?

Di Redazione4 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La sacra Sindone e il volto di Leonardo da Vinci

La sacra Sindone e il volto di Leonardo da Vinci

“La Sacra Sindone non sarebbe altro che l’autoritratto di Leonardo da Vinci e ora sappiamo anche come ha fatto a realizzarlo”. Sono le dichiarazioni clamorose di Vittoria Haziel – autrice di “La passione secondo Leonardo”, saggio di successo uscito nel 1998 -, che qualora fossero confermate potebbero riscrivere la storia.

A cavallo del Cinquecento – sostiene la Haziel che ha in preparazine un nuovo libro sull’argomento – su commissione di Bayazet II, un sultano ottomano, Leonardo da Vinci avrebbe creato la Sacra Sindone. La scrittrice toscana non ha dubbi: il genio della Gioconda e della Vergine delle Rocce realizzò un vero e proprio un falso storico.

Prese una tela antica e servendosi di un ferro arroventato sul fuoco disegnò sulla tela l’immagine di un uomo che portava sul corpo i segni della tortura e della crocifissione. Poi, per il volto, stessa tecnica: “Disegnò l’impronta del volto usando se stesso come modello, realizzando dunque un autoritratto” dice la scrittrice.

Ma non è tutto. La maestria di Leonardo fu tale da riuscire a creare il primo negativo ‘fotografico’ della storia, avendo come matrice solo un’immagine mentale. L’artista inoltre riprodusse un’immagine che non si vede sul retro della tela e che ha in sé le caratteristiche di quello che, più in là verrà, definito lo “sfumato leonardesco”, appunto.

La teoria della Haziel è affascinante: “Leonardo fece Dio a sua immagine e somiglianza credendo fortemente nella divinità dell’uomo”. Il Sacro Sudario dei cristiani, custodito nel Duomo di Torino, dunque, non raffigurerebbe Gesù ma sarebbe un’opera artificiale e artificiosa. Gli esami del carbonio 14 effettuati nei laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo, d’altronde hanno portato tutti allo stesso risultato: epoca medioevale.

La tesi della scrittrice che attribuisce a Leonardo la paternità della Sindone, in realtà non è nuova. Qualche giorno fa è stato reso noto uno studio di Lillian Schwartz – specialista in grafica della School of Visual Arts di New York – che sostiene che il volto della Sindone Ë un autoritratto del maestro.

In più, la Haziel sostiene di essere riuscita a riprodurre la Sindone usando la pirografia, ovvero la tecnica utilizzata da Leonardo. La pozione magica che ha permesso al maestro d’imprimere quell’immagine sul lenzuolo non sarebbe dunque un’emulsione fotosensibile, posta in una stanza buia e sigillata, ma un ferro arroventato.

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