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Politica

Da Gargano a Vertova: ricomincia la battaglia di Belotti contro i comunisti

Di Redazione3 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il leghista Daniele Belotti (al centro) in Regione

Il leghista Daniele Belotti (al centro) in Regione

BERGAMO — Per qualche giorno ci aveva sperato. Ma al primo discorso in consiglio comunale di Pietro Vertova ha dovuto ricredersi e gli sono cadute le braccia. Daniele Belotti, il “Pierino” della Lega, l’altra sera in abito della festa, ha trovato un nuovo antagonista comunista nell’aula consiliare. 

“L’ultimo” quasi fosse un mohicano o il comandante dei Ros. Ultimo ma sufficiente a stuzzicare le battute fulminanti del consigliere leghista. E così, dopo le epiche battaglie con Rocco Gargano riecheggiate negli anni scorsi in aula, per Belotti si prospetta un nuovo scontro a fuoco, verbale s’intende, con i comunisti o presunti tali. Lo sfidante è di peso. E sarà verde contro verde, visto che il combattivo Vertova – figlio del più noto Giangabriele, ex assessore diessino -, è stato eletto nelle file degli ecologisti.

Viste le avvisaglie, ne vedremo delle belle. Allo scorso consiglio comunale, fin da subito sono state scintille: “Pensavo che con le ultime elezioni fossimo riusciti, dopo vent’anni, a scacciare i comunisti dal consiglio comunale. E invece, dal discorso che ho sentito prima, me ne ritrovo ancora uno fra i banchi vestito da verde, consigliere Vertova”.

Il folto pubblico dell’aula consiliare scoppia in una risata. Il Pierino si gasa e riparte lancia in resta. Dopo aver invitato l’opposizione a toni pacati e a mantenere i nervi saldi nelle dichiarazioni sui giornali, infila un uno-due da ko, per giunta in contropiede. “Il centrosinistra ha perso le elezioni perché condizionato dalla sinistra estrema e la risposta dei bergamaschi è stata questa”. “Siete l’altra metà di Bergamo -8” riferendosi al risultato elettorale. “La presenza della Lega vuol dire fine alle amministrazioni filo-islamiche che, oltre alle moschee, volevano liberare un terrorista marocchino condannato dal suo paese in primo e secondo grado”. 

Ma non è finita. Belotti è un fiume in piena. “La Lega non rifarà la battaglia per i cartelli in bergamasco. Punteremo invece tutto sulla sicurezza. Per questo abbiamo messo in campo il nostro numero uno provinciale, l’assessore Cristian Invernizzi”. E il consigliere regionale non ha dubbi: “Quella della Lega è la strada giusta. Le amministrazioni di centrosinistra che si sono salvate alle scorse elezioni sono quelle che hanno fatto una politica di stampo leghista, usando il pugno duro con l’immigrazione clandestina”. Un pugno figurato ma nello stomaco a Vertova, che durante il suo intervento aveva parlato di estensione del diritto di voto agli immigrati, facendo impallidire la folta rappresentanza leghista.

A Belotti deve essere venuto un attacco di bile, perché la sfuriata successiva è da antologia: “Con questa amministrazione chiuderemo l’ufficio pace e quello del bilancio partecipativo che altro non erano che uffici collocamento per giovani rampanti della sinistra. In più risparmiamo anche 150mila euro”. Insomma fine di tutto quello che stava caro a Rifondazione e ai Verdi.

Primo round a Belotti. Ma la nuova battaglia del leghista contro i rossi è appena cominciata.

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