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Politica

Palafrizzoni, la giunta così non va: consiglieri del Pdl verso la fronda

Di Redazione26 giugno 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Palazzo Frizzoni, sede del Comune

Palazzo Frizzoni, sede del Comune

BERGAMO — Non siamo ancora arrivati alla prima assemblea, fissata per il 1 luglio, ma tira già una brutta aria in consiglio comunale. E, paradossalmente, sul versante della maggioranza. Stando a quanto trapelato, un gruppo piuttosto consistente di consiglieri comunali del Pdl, sufficiente a ribaltare i rapporti di forza fra maggioranza e opposizione, sarebbe molto scontento della composizione della nuova giunta e starebbe pensando a una “fronda”.

Il grado di malumore è riassunto in una lettera controfirmata da una decina di consiglieri, che sarebbe stata inviata al sindaco Tentorio nelle scorse ore.

Nel mirino, le nomine degli assessori imposte dall’alto “senza minimamente consultare quegli esponenti del Pdl legittimamente eletti il 6 giugno scorso”. “Sono passate tre settimane – spiega un consigliere che ha dalla sua un numero notevole di voti, ma preferisce l’anonimato – ma nessuno ci ha fatto una telefonata, una, per consultarci. Abbiamo dovuto leggere nomi e cognomi della giunta sui giornali”.

Ma la questione non si ferma al metodo. In discussione anche la composizione dell’esecutivo, data per ufficiale dai quotidiani più autorevoli, ma non ancora ufficializzata. In primo luogo, i “frondisti” contestano la presenza di “importati” come Leonio Callioni, ex sindaco di Azzano San Paolo, e Cristian Invernizzi, papabile assessore alla sicurezza del Comune di Bergamo dopo aver perso le elezioni in quello di Arcene. Fulmini e saette anche su Claudia Sartirani che alle elezioni ha raccolto una manciata di voti e sarebbe “in conflitto d’interessi con la sua attività lavorativa”, sostengono gli scontenti.

E che dire dell’avvocato Pezzotta, “piovuto dal cielo alla carica di vicesindaco, in men che non si dica?”. E poi ci sono quelle che i consiglieri frondisti del Pdl hanno percepito come forzature. Come l’inclusione di Danilo Minuti a scapito di figure importanti come l’ex assessore Maurizio Bonassi. Oppure il ruolo di vicesindaco tolto a Gianfranco Ceci, già presidente del Consiglio comunale e uomo di grande esperienza politica e amministrativa.

Infine, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il ruolo preponderante degli uomini vicini a Comunione Liberazione dentro la giunta, e la consegna della presidenza del Consiglio alla Lega, dove in pole ci sarebbe Guglielmo Redondi.

“Insomma – sostengono i frondisti del Pdl – la misura è colma. A queste condizioni la Giunta se la votano loro”.

Wainer Preda

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