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Salute

Nuove speranze per la cura di Alzheimer e Parkinson

Di Redazione26 giugno 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

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Nuove speranze per la cura di gravi malattie neruodegenerative come Alzheimer, Parkinson e Corea di Huntington. Gli scienziati dell’Istituto Tecnico Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Napoli hanno individuato il sistema che regola lo “smaltimento dei rifiuti” delle cellule. In particolare hanno scoperto un gene , il Tfeb, capace di eliminare le molecole tossiche responsabili di alcune gravi patologie.

A guidare l’equipe che ha realizzato la scoperta, Andrea Ballabio. “Grazie alla bioinformatica – ha spiegato lo scienziato che dirige il Tigem – abbiamo identificato un nuovo meccanismo biologico, finora insospettato, che apre la strada a una terapia polivalente contro le malattie neurodegenerative”.

Il team napoletano – a cui collaborano anche Elena Cattaneo dell’Università degli Studi di Milano e Roman Polishchuck del Consorzio Mario Negri Sud – ha scoperto che l’attività dei lisosomi, responsabili dello smaltimento dei rifiuti cellulari, è controllata da numerosi geni a loro volta comandati dal Tfeb.

Gli scienziati hanno  scoperto che le nostre cellule, se opportunamente stimolate, attivano un processo che consente di ripulirle dalle molecole tossiche responsabili delle malattie neurodegenerative. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science (Giugno 2009).

Per la prima volta al mondo si è dimostrato che dietro a questo sistema di smaltimento di rifiuti cellulari esiste una sorta di “cabina di regia”. La scoperta getta le basi per un nuovo approccio terapeutico, applicabile a tutte quelle malattie causate da un accumulo di sostanze tossiche dentro le cellule.

Questa ricerca apre dunque le porte a nuove speranze per la cura del morbo di Parkinson e dell’Alzheimer. Per ora le ricerche si trovano a uno stadio iniziale, ma presto i ricercatori toccherà alla sperimentazione sugli animali. E poi, se tutto andrà bene, sarà al volta dell’uomo.

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