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Politica Scuola

Scuola: nuove sezioni a Cologno, interrogazione parlamentare della Lega

Di Redazione23 giugno 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il parlamentare della Lega Giacomo Stucchi

Il parlamentare della Lega Giacomo Stucchi

ROMA — Risolvere la situazione in cui versa la scuola di Cologno al Serio e assicurare a tutti i bambini residenti il diritto all’istruzione. E’ questo l’obiettivo di un’interrogazione parlamentare presentata dagli onorevoli della Lega Lega Giacomo Stucchi, Ettore Pirovano, Pierguido Vanalli e Nunziante Consiglio, ai ministri dell’Istruzione e delle Finanze Gelmini e Tremonti.

I parlamentari chiedono al Ministro dell’istruzione se non ritenga opportuno verificare la possibilità di attivare un’intesa tra le istituzioni scolastiche e l’ente territoriale interessato, per assicurare il diritto all’istruzione a tutti i bimbi residenti a Cologno al Serio. Inoltre, al ministro delle Finanze, la possibilità di sbloccare le somme che servono per l’apertura di nuove sezioni comunali per la scuola statale, prelevandole dall’avanzo del bilancio comunale, che per Cologno è di 936mila euro. Entrambe le richieste sono in linea con il principio di sussidiarietà, finalizzato a consentire agli Enti locali di colmare una lacuna nell’erogazione del servizio nazionale.

La situazione d’altronde è davvero precaria. E c’è necessità i fare qualcosa nel breve. L’edificio scolastico costruito di recente con una spesa di 2,7 milioni di euro di cui circa un milione da parte dello Stato, attende. Così come i colognesi attendono che l’investimento fatto con soldi loro possa avere qualche sbocco. Anche perché l’incremento demografico sul territorio comunale è cresciuto a dismisura. E ai bambini serve una scuola dell’infanzia in cui andare.

“Il criterio di priorità d’ingresso dei bambini nella scuola dell’infanzia – si legge nell’interrogazione leghista – comporta che tutti i bambini di età compresa fra 4/5 anni scalino la graduatoria, aggiudicandosi il posto nella scuola statale. Tale criterio favorisce però principalmente i bambini stranieri che arrivano sul nostro territorio già nella fascia di età preferenziale, generando un fenomeno progressivo di concentrazione degli stranieri rispetto ai residenti storici, le cui famiglie vorrebbero invece far frequentare l’intero percorso formativo della scuola d’infanzia”.

“Una percentuale troppo alta (circa il 30 per cento) di alunni stranieri – prosegue il documento – comporta uno spostamento della popolazione verso la scuola paritaria, poiché i genitori sono consapevoli che la presenza di un numero elevato di bambini, spesso non in grado di comunicare in italiano e con background culturale nettamente distinto, implica un rallentamento generale delle attività di classe a discapito dei propri figli e dell’integrazione dei bambini stranieri nella comunità colognese”.

Un problema, a dire il vero, non soltanto colognese a cui prima o poi va trovato un rimedio, che consenta di usufruire del diritto all’istruzione per tutti in una scuola pubblica sempre più ingolfata, e per certi versi ricca, di lingue, etnie e tradizioni diverse. “La conseguenza della situazione prospettata – si legge nell’interrogazione – è che numerosi bambini colognesi rimarranno esclusi dalle graduatorie della scuola dell’infanzia, statale e paritaria, a beneficio di bambini stranieri, con grosse ripercussioni per le famiglie dove spesso entrambi i genitori lavorano”.

Così, per evitare fenomeni di marginalizzazione, l’apertura di nuove sezioni presso la scuola statale potrebbe essere la soluzione giusta perché “permetterebbe di assorbire la lista d’attesa garantendo una distribuzione dei bambini stranieri, mitigando la percentuale degli stessi, nonché di ottimizzare un investimento”.

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