iscrizionenewslettergif
Bergamo Scuola

Pesenti: cinque studenti e tre professori positivi alla tubercolosi

Di Redazione18 giugno 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il batterio della tubercolosi

Il batterio della tubercolosi

BERGAMO — Sono 8 le persone risultate positive alla tubercolosi all’Istituto superiore Pesenti di Bergamo. Stando a quanto riferisce l’Asl, ci sarebbe finora un solo caso conclamato di tubercolosi polmonare, mentre gli altri sette avrebbero mostrato semplice positività al test.

Il caso conclamato è quello di un giovane extracomunitario che frequentava la scuola e che ha contratto la malattia nell’ottobre scorso. L’Asl lo ha sottoposto subito a profilassi, mentre le persone a lui più vicine, compresi professori e compagni di classe, sono state sottoposte a test. Tutto e filato liscio per un po’. Anche perché la malattia ha un periodo d’incubazione di 6 mesi.

Poi, il mese scorso il ragazzo ha presentato di nuovo i sintomi della malattia, dopo una gita scolastica. L’Asl è intervenuta di nuovo, allargando i controlli anche alle persone che sono venute in contatto con il giovane. Dai rilievi effettuati, 7 persone sarebbero risulate positive al test. Ciò non significa che abbiano sviluppato la malattia, ma solo che sono venute in contatto con il batterio. Le sette persone sono quattro allievi di un’altra classe e tre insegnanti che avevano partecipato alla gita.

La situazione ovviamente ha scatenato il panico nelle famiglie degli studenti del Pesenti. Dalla scuola, però, il preside getta acqua sul fuoco e assicura che la situazione è stata circoscritta ed è sotto controllo. Lo stesso sostiene l’Asl che assicura che i soggetti “positivi” sono costantemente monitorati. L’Azienda sanitaria locale invita ad evitare “allarmismi”.

Certo è che la tubercolosi era praticamente debellata in Occidente, prima della nuova ondata migratoria. La malattia negli ultimi anni ha ripreso a colpire. Secondo i dati dell’Unione Europea, due terzi delle notifiche pediatriche in Europa provengono da persone in arrivo dai paesi dell’Est, dove il controllo sanitario si è fatto deficitario.

Nei paesi dell’Europa Occidentale si segnala un aumento dei casi di Tbc soprattutto nelle zone d’immigrazione delle aree metropolitane. A Londra, che da sola registra il 43 per cento dei casi di tutta la Gran Bretagna, il 95 per cento è a carico d’immigrati provenienti dall’Africa. Lo stesso fenomeno viene segnalato anche a Stoccolma e a Copenhagen. Secondo i medici, gli immigrati contagiati spesso contraggono la malattia nel loro paese d’origine o successivamente da contatto intrafamiliare.

Stando ai dati dell’Asl, sono circa un centinaio i casi di Tbc registrati ogni anno in Bergamasca.

La copertura della Reggiani rischia il crollo

La copertura del tetto rischia di cadere da un momento all'altro SANTA CATERINA -- La copertura in gomma di uno dei capannoni della Reggiani affacciati sull'asse ...

Ancora uno scippo: anziana derubata al Villaggio degli Sposi

scippo VILLAGGIO DEGLI SPOSI -- Due scippi nel giro di tre giorni nei quartieri periferici della ...