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Lettere Scuola

Scuola, un anno da dimenticare

Di Redazione16 giugno 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gli alunni di una scuola media

Gli alunni di una scuola media

Egregio Direttore,

vorrei sottolineare che tutti i provvedimenti assunti quest’anno dal Governo nel settore scolastico tendono a riportare indietro di decenni le lancette dell’orologio per scrivere un “nuovo” libro di storia che sa di “antico”.
In nome della serietà della scuola sta passando un “ritorno all’ordine” di antica memoria come se per fare una scuola di qualità fosse sufficiente introdurre il cinque in condotta, tornare al maestro unico e operare pesanti tagli agli organici.

Dall’Italia dei fasti dei tre mari passiamo, senza colpo ferire, senza alcun grido di dolore, all’Italia di Tremonti: dobbiamo chiederci se questo passaggio sarà proprio indolore, se veramente possiamo dormire sonni tranquilli come il Principe di Condè la notte prima della battaglia di Rocroix, di manzoniana memoria, oppure se, per caso non ci si stia lasciando prendere dal sonno della ragione.

Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri anche dei Regolamenti dei Licei, dopo quelli dei Tecnici e dei Professionali, ci viene consegnata una scuola “nuova” dalle fondamenta ben chiare: una scuola ben levigata nel numero di ore, senza alcuna risorsa, che dal 2010 entra in scena addirittura non solo dalla prima classe (come sarebbe logico) ma dal biennio e che annette, nel curricolo orario già compresso una materia in più “Cittadinanza e costituzione” che dovrebbe costituire il volano per l’identità dei cittadini di domani.

Mai operazione più velleitaria di questa coniugata anche all’introduzione dell’insegnamento in lingua straniera di materie da sempre insegnate da docenti il cui percorso formativo non ha incrociato l’obbligo della conoscenza delle lingue.

Così ci aspetteremo ore di corsi inutili per trasformare con la bacchetta magica questi docenti in esperti in Lingue al punto da poter utilizzare anche le micro lingue.
No, cari governanti, non ci siamo: con la forza schiacciante della maggioranza state ripulendo “a ferro e a fuoco” un territorio che certamente aveva bisogno di essere rivisitato ma non certo con operazioni che si distraggono totalmente dalle risorse umane se non per “tagliarle”: non una parola sui processi di insegnamento-apprendimento, non una parola sugli stipendi da fame, non una parola sulla Dirigenza, non una parola sulla collegialità.

Moltissime parole, invece, roboanti, clamorose, che toccano il “cuore” degli italiani: lotta all’assenteismo (con provvedimenti placebo), lotta agli sprechi, lotta al bullismo con il voto in condotta. Come se la “condotta” non avesse bisogno di un percorso formativo se è vero che essa è frutto di “educazione” e, oggi più che mai, con la crisi della famiglia, l’educare e l’imparare a vivere insieme, a conoscere, a fare e ad essere non possa non essere affidato alla scuola. Ma come? … Con “Cittadinanza e Costituzione”…

No, non ci siamo. E’ preferibile il linguaggio della chiarezza: state usando la scuola, architettura principe per la formazione dei cittadini di domani, come merce di scambio per attenuare l’impatto della crisi economica e mantenere alto il livello di consenso. Vi siete completamente distratti dai veri nodi da scogliere per ammodernare il sistema formativo a livello europeo: investimenti sulla conoscenza, sui processi di apprendimento modificati dalla diffusione delle nuove tecnologie, sugli immaginari delle nuove generazioni, sulle risorse umane da tempo mortificate, perplesse, incredule fino all’impotenza.

State facendo di tutto e di più mostrando premura solo, affetti da alto grado di miopia politica, ai cordoni della spesa per tenere sotto controllo l’istruzione e lasciare che altre categorie continuino impunemente ad evadere da tutti gli obblighi che una vita associata impone.

Noi, Cisl Scuola di Bergamo, speriamo ancora che i nostri politici locali, lontani da queste filosofie, ci diano una mano importante per invertire questa tendenza “omicida” di tutte le proiezioni negli orizzonti futuri: le giovani generazioni, soprattutto, mostreranno apprezzamento e gratitudine.

Vincenzo d’Acunzo
segretario generale CISL Scuola Bergamo

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