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Economia Valbrembana

Crisi Miti: i sindacati chiedono un incontro agli enti locali

Di Redazione16 giugno 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Sempre più nera la situazione dei lavoratori nel tessile

Sempre più nera la situazione dei lavoratori nel tessile

ZOGNO — Dopo lo sciopero con presidio di giovedì scorso, ora i sindacati bussano alla porta degli enti locali per tentare di trovare una soluzione alla vicenda dei lavoratori della Miti Spa.

La storica azienda tessile di Zogno, che impiega 71 persone, per la maggior parte donne, nella produzione di tessuti indemagliabili per abbigliamento sportivo, a fine maggio aveva annunciato (cogliendo di sorpresa tutti) di voler cessare l’attività.
 
Questa sera alle ore 18.30 i sindacati di categoria  Filtea-Cgil, Femca-Cisl e Uilta-Uil e le rappresentanze sindacali unitarie incontreranno il sindaco di Zogno, il neo-eletto Giuliano Ghisalberti presso il municipio della cittadina della Valle Brembana.

“Chiederemo al sindaco un suo intervento presso la proprietà della Miti, per non perdere un presidio industriale storico di questo territorio” ha detto Enio Cornelli della Filtea-Cgil di Bergamo, che questa sera parteciperà all’incontro. 

“Gli chiederemo anche di verificare se nella valle, già pesantemente colpita dall’impoverimento del tessuto industriale, o in generale nel resto della provincia, si possano individuare imprenditori interessati a rilevare l’attività o almeno l’immobile per un insediamo industriale, anche di altro tipo”.

“Abbiamo chiesto anche un incontro col Presidente della provincia di Bergamo, Ettore Pirovano” prosegue il sindacalista. “Anche da lui andremo con le medesime richieste. Nel frattempo, la tensione fra i lavoratori rimane alta, visto che la situazione economica e sociale della valle è ormai di estremo degrado”.

Un nuovo incontro fra le parti è previsto per giovedì 18 giugno alle sede di Confindustria a Bergamo. Per il giorno successivo, il 19 giugno, sono attese le assemblee dei lavoratori: in mattinata nella sede di Zogno, nel pomeriggio in quella di Urgnano.

Intanto, l’azienda resta aperta: i lavoratori si trovano in cassa straordinaria in deroga e lavorano a settimane alterne. Cassa per circa 35 persone alla volta, sulle 71 dell’organico complessivo.

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