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Salute

Un italiano su tre soffre di ipertensione

Di Redazione15 giugno 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Prova della pressione, il primo indicatore di ipertensione arteriosa

Prova della pressione, il primo indicatore di ipertensione arteriosa

Un italiano su tre soffre di ipertensione arteriosa. Lo rivela una recente ricerca dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Secondo lo studio la patologia è più diffusa negli uomini. Sono il 33 per cento della popolazione maschile coloro che sono in qualche modo toccati da una pressione sanguigna decisamente oltre la norma. Mentre per le donne italiane, fra i 35 e i 74 anni, siamo al 31 per cento.

Lo studio però aggiunge dei particolari interessanti: il 19 per cento dei maschi, per esempio, è in una situazione definita “borderline”, contro il 14 per cento della femmine. Al 19esimo Congresso europeo sull’ipertensione (ESH) in corso in questi giorni a Milano è stato sottolineato che meno di un quarto dei pazienti ipertesi è ben controllato.

L’ipertensione, se lasciata camminare da se, è una delle cause dello sviluppo di malattie cardiovascolari, che costano all’Unione Europea qualcosa come 169 miliardi di euro ogni anno. Ma che, soprattutto, accorciano drasticamente le aspettative di vita dei pazienti. I disturbi provocati dall’ipertensione gravano sugli organi vitali: cervello, cuore, retina, vasi arteriosi e reni. Con rischio di ischemia cardiaca e morte cardiaca improvvisa. Ma anche emorragie intracraniche e aneurismi. Insomma, se non curata l’ipertensione può essere davvero fatale.

L’ipertensione arteriosa, soprattutto nelle fasi iniziali, non produce dei sintomi facilmente riconoscibili. Per scoprirla, l’unico modo è quello di controllare costantemente la pressione. Per un adulto sano e senza altri disturbi associati, un controllo annuale è sufficiente.

Il bello, però, è che il 15 per cento degli italiani soffrirebbe della cosiddetta ipertensione da “camice bianco”. Ovvero un aumento di pressione che arriva solo quando è il medico a misurarla, mentre l’automisurazione con gli appositi apparecchi mostra livelli normali. Tutta colpa dell’emozione, assicurano i medici. Un paziente su tre, però, iperteso lo è veramente.

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