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Editoriali

Care presunte “star”, se l’Atalanta vi chiama consideratelo un onore

Di Redazione15 giugno 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'immenso calore che viene dai tifosi nerazzurri

L'immenso calore che viene dai tifosi nerazzurri

Tira un’aria strana. L’Atalanta ha bisogno di una punta e di un centrocampista: di nomi ne girano tanti, ma leggendo i giornali e sentendo la viva voce dei diretti interessati, pare che le attenzioni della società nerazzurra siano registrate da molti come un normale approccio di mercato, non come una bella opportunità di carriera.

“Sarò in Svezia mercoledì o giovedì, parlerò con il ragazzo e insieme capiremo prima di tutto la situazione a livello di proprietà e poi penseremo alle destinazioni”. Queste parole sono di Paolo Fabbri, agente di Robert Acquafresca, attaccante giovane e di belle speranze che si appresta ad iniziare gli Europei con la nazionale Under 21. Sentirle oggi, nel giorno di Ballardini alla Lazio e dopo alcune settimane in cui il nome del giovane italo-polacco circola con insistenza, fa un certo effetto perchè improvvisamente paiono diventati tutti preziosi, superstar libere di decidere con calma il proprio futuro.

Ad Acquafresca, ma anche a Meggiorini e a Ballardini, tanto per citare gli ultimi nomi accostati all’Atalanta, è bene ricordare alcune cose importanti, che prescindono da discorsi tecnico-tattici o economici.

La società nerazzurra da 102 anni fa parte della storia del calcio italiano, ed è l’orgoglio dei suoi tifosi nonostante l’unico trofeo sia una Coppa Italia conquistata nel lontano 1963 e le retrocessioni, perfino in serie C.

All’Atalanta ci vieni se lo vuoi davvero, se consideri quella nerazzurra un’opportunità importante. E soprattutto se hai voglia di sudare, lavorare e metterti a disposizione del gruppo per raggiungere l’obiettivo: lo stadio è vecchio e arrugginito ma la passione e il sostegno che il Comunale trasmette hanno pochi eguali in Italia.

L’accoglienza riservata dagli ultras della Curva Pisani al neo tecnico Gregucci dimostra come Bergamo non voglia “fenomeni” ma solo gente con grandi motivazioni. Le stesse che avranno Tiribocchi, il gruppo da Bellini a Doni, da Talamonti a Manfredini passando per Ferreira Pinto, Padoin e Guarente. Tutta gente che nelle ultime due stagioni ha regalato ai tifosi domeniche da urlo e vittorie da ricordare, facendo a pezzi squadre di star multimilionarie.

L’Atalanta è questo. Ma è anche quella che in occasione dell’ultima retrocessione in serie B, con Delio Rossi in panchina, ha entusiasmato una città intera in una rincorsa disperata conclusa, ahinoi, senza successo.

“La maglia sudata, sempre”. Fuori dal Comunale questo slogan impresso su una parete bianca accoglie i giocatori. Si vinca o si perda, i tifosi vogliono vedere impegno, determinazione e orgoglio per quei colori che riscaldano loro i cuori.

Care presunte star, se l’Atalanta vi cerca consideratelo un onore. Ci sono ragazzi come Carobbio o Raimondi che aspettano o hanno aspettato una chiamata, sognando quella maglia proprio perchè da bergamaschi sanno quanto vale. Giocatori e allenatori passano, l’Atalanta resta: quello nerazzurro è uno splendido libro. Se qualcuno non vuole scriverne una pagina, ce ne faremo una ragione: arriverà qualcun altro che lo farà con passione e dedizione.

Fabio Gennari

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