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Editoriali Politica

Caro Centrosinistra, è ora di farsi un esame di coscienza

Di Redazione12 giugno 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'inaugurazione del sottopasso della stazione atteso da 50 anni (foto courtesy www.listabruni.it)

L'inaugurazione del sottopasso della stazione atteso da 50 anni (foto courtesy www.listabruni.it)

Arroccarsi sulle proprie posizioni ad oltranza, convinti che siano giuste anche quando sono difficilmente difendibili, è un errore strategico e politico grave. Purtroppo a quest’insidia non è sfuggito nemmeno l’ex sindaco di Bergamo Roberto Bruni, persona solitamente di grande equilibrio. Mi riferisco, in particolare, alle dichiarazioni rilasciate in questi giorni alla stampa dall’ex primo cittadino, che vanno dal piccato all’auto-assolutorio.

Attaccare la Lega e Daniele Belotti sulla cronaca nera, sostenere che Tentorio è condizionato dai lumbard ancor prima che abbia cominciato a governare, mostra un Bruni che non conoscevamo, dai nervi molto tesi. L’ex sindaco ha perso il suo aplomb. Che la sconfitta bruci è evidente e comprensibile. Tuttavia da un uomo politico navigato, oltre agli scatti d’orgoglio, ci aspetteremmo un’analisi oggettiva delle cause che hanno portato alla debacle elettorale. Forse è presto per chiederlo. Ma è quello che gli elettori del centrosinistra, ancora sotto choc per la batosta subita, attendono. Così come aspettano l’indicazione di una linea chiara per risalire la china. Insomma, il capo dell’opposizione ora è chiamato a un esame serio e concreto, da cui deve scaturire la rotta necessaria a guidare quel che resta della barca dei progressisti fuori dagli scogli contro cui si è sfracellata.

Non basta, a mio modestissimo parere, incolpare il vento di destra che pur c’è stato. Non basta dar la colpa a sondaggi illusori. Non basta nemmeno ricorrere alla “città degli eterni scontenti” per giustificare una sconfitta nettissima. E’ vero questa città era scontenta, e le urne lo dimostrano. Ma non scontenta per partito preso, quanto scontenta della sua Amministrazione. I voti raccolti dagli assessori la dicono lunga: Fabio Rustico 89 preferenze, Valter Grossi 124, Fornoni 113, Cattaneo 115, Guerini 59, Nespoli 119 e Amorino 50. In tutto neanche 700 voti. Meno di quelli raggranellati, per esempio, dalla Lista Ama Bergamo, esclusa da ogni ruolo istituzionale. Se poi allarghiamo al resto del centrosinistra in consiglio comunale, è un ecatombe di consensi. Qualcosa, ci perdoni Bruni, vorrà pur dire.

E’ vero, l’ex sindaco ha tentato di “sprovincializzare” Bergamo. Ma Bergamo gli ha risposto che non vuole essere sprovincializzata. Anzi, vuol restare meravigliosamente provinciale, nella sua integrità e tranquillità, all’inseguimento di un sogno che sta più nel passato che nel futuro. L’illusione di Bruni e del centrosinistra era quella di trasformare questa città in una città più europea. Ma quando i residenti dei quartieri hanno visto i progetti dei palazzi in arrivo e l’invasione di nuovi cittadini, hanno voltato le spalle a sindaco e compagni.

Ora il problema di fondo, a nostro parere, sta nello stesso difetto che fu letale a Veneziani: mancanza di comprensione dell’elettorato. Veneziani con la gente non parlava proprio. Bruni i bergamaschi li ha ascoltati, ma non ha fatto coincidere i loro “interessi” con quelli dell’Amministrazione. Anzi, in certi casi ha tirato dritto, convinto della bontà delle sue idee. Il risultato è lo stesso: è rimasto solo e affondato. Ora perseverare su questa linea potrà essere intellettualmente coerente, ma non farà guadagnare un voto uno al centrosinistra. Caro Bruni, ascolti gli echi della città e ci faccia un pensierino…

Wainer Preda

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