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Cultura

Ecco la macchina con cui costruirono le piramidi

Di Redazione5 giugno 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ecco come gli egizi avrebbero costruito le Piramidi

Ecco come gli egizi avrebbero costruito le piramidi

Come abbiano fatto, se lo chiedono in molti. Certo è che la tecnica con cui sono state costruite le piramidi resta tuttora un mistero. Gli esperti di tecnologia delle costruzioni del Politecnico di Torino, hanno provato a fare una simulazione attraverso un macchinario, e hanno dimostrato che portare enormi blocchi di granito, pesanti fino a dieci tonnellate, attraverso una lunga galleria in salita, fino in cima alla piramide è possibile.

Ma la cosa straordinaria è che, con la tecnica “dell’argano spagnolo” e dell’attorcigliamento delle funi, è sufficiente la forza di un solo uomo per spostare un enorme blocco lungo la galleria.

Insomma, gli egizi non avevano doti sovrannaturali, ma un bel po’ d’ingegno per quel tempo. Probabilmente conoscevano la cosiddetta “macchina di corti bastoni” che Erodoto cita nelle “Storie” e che, stando ai risultati, sarebbe esistita davvero.

Gli scienziati piemontesi hanno provato a ricostruirla a grandezza naturale. Poi l’hanno utilizzata per la prima volta in una simulazione nel dipartimento di ingegneria strutturale e geotecnica, in collaborazione con Iveco che ha finanziato parte dellíesperimento.

Ebbene, lungo dieci metri, il modello moderno è capace di spostare fino a cinque tonnellate, senza grandi sforzi. La “macchina” è stata presentata al Comitato scientifico della Fondazione del Museo egizio e agli esperti nei giorni scorsi, durante il convegno nazionale di “Egittologia e papirologia”, a Torino.

Quella servita per la costruzione della piramide di Cheope, tuttavia, avrebbe dovuto essere ancora più grande. L’ipotesi è che abbia trasportato blocchi pesanti fino a 45 tonnellate, con la forza di soli tre o quattro uomini.

Le traverse di bloccaggio venivano inserite tra le funi sbarre laterali per esercitare una maggiore leva. Le nicchie che si notano sulle pareti della galleria cerimoniale, dunque, non servivano a ospitare statue commemorative, ma a bloccare le traverse di legno della macchina.

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