iscrizionenewslettergif
Editoriali Politica

Ma di quello che conta non parlano mai

Di Redazione1 giugno 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cartelloni di propaganda elettorale

Cartelloni di propaganda elettorale

In questa campagna elettorale ho assistito, per mestiere e per passione, agli incontri pubblici dei diversi candidati e, credetemi, ne ho sentite davvero di tutti colori. Ho sentito parlare – molto e a sproposito – di fascismo, morto e sepolto dall’incedere della storia. Ho sentito parlare di provvedimenti esemplari sulla sicurezza, anche da parte di chi li ha sempre avversati come la peste. Ho sentito parlare di extracomunitari come si trattasse di “delinquenti” o di “specie protette”. Ho sentito parlare di edificazioni colossali e nuove case quando il mercato immobiliare è fermo, la gente non ha più soldi in tasca e una casa se la sogna. Ho sentito parlare di sedi faraoniche e “mausolei” che stanno a Bergamo come il Taj Mahal sta a Brembate Sotto. Ho sentito parlare di parchi, salvo poi scoprire che saranno circondati da palazzi. Ho sentito parlare di tangenziale est, quando i buoi sono scappati dalla stalla, con i soldi, 5 anni prima. Con autentico spirito di servizio ha sentito parlare di tatticismi, spostamenti, riposizionamenti, assessorati e poltrone.
Ho sentito parlare di Sentierone allungato fino a Santa Caterina, anche se di mezzo ci sono 5 isolati e una caserma. Ho sentito parlare di qualità della vita, che qualcuno misura in immigrati integrati, qualcun altro in qualità dell’aria, qualcun altro ancora in metri quadrati di parcheggi. Ho sentito parlare di bilancio partecipativo salvo poi scoprire che per partecipare devo fare un trafila buracratica che mi fa passare la voglia di partecipare.
E invece non ho sentito parlare dello stato in cui versano gli anziani dei quartieri poveri di Bergamo. Non ho sentito parlare della loro paura ogni volta che scendono in strada per andare a far le spese. Prima per i prezzi che non si reggono più, poi per gli scippi che si reggono ancor meno. Non ho sentito parlare di tasse, soprattasse, balzelli e gabelle che appesantiscono il bilancio delle famiglie senza peraltro riscontri effettivi nei servizi. Non ho sentito parlare degli asili nido dove le file crescono più dei bambini. Non ho sentito nulla dei 45 minuti che ci vogliono per attraversare questa città in auto nelle ore di punta. Non ho sentito parlare dei problemi dei pendolari. Non ho sentito parlare del parcheggio sotto Città Alta, voluto da taluno, costruito da tal altro. Non ho sentito parlare della centrale del teleriscaldamento che vogliono costruire nella area Reggiani. Non ho sentito parlare dei problemi dell’Università. Non ho sentito parlare di una riduzione delle code negli ospedali.
Insomma, in questa campagna elettorale ho sentito parlare di tutto tranne che di quello che conta per la gente.

Università: se nemmeno il rettore può più dire la sua…

La sede universitaria di Piazza Vecchia Il rettore dell'Università di Bergamo Alberto Castoldi è finito nel mirino del coordinatore provinciale del ...

Anghileri: vi spiego come vorrei la mia amata Bergamo

Anghileri snocciola i dati della città di Bergamo BERGAMO -- E' uno dei volti più noti di Borgo Santa Caterina. Vulcanico, istrione, ma ...