iscrizionenewslettergif
Cultura

Ida, “l’anello mancante” dell’evoluzione umana

Di Redazione23 maggio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ida, un fossile di fondamentale importanza per i paleontologi

Ida, un fossile di fondamentale importanza per i paleontologi

Gli studiosi dell’evoluzione l’hanno cercato per anni e anni. E forse stavolta il cosidetto “anello mancante” nell’evoluzione dalle scimmie all’uomo è stato trovato. L’hanno chiamato “Ida”: è un fossile di 47 milioni di anni scoperto nella cava Messel, in Germania.

Il reperto ritrovato con lo scheletro intero al 95 per cento, è stato presentato oggi al Museo di storia naturale di New York, sarebbe un passaggio fondamentale per comprendere gli sviluppi dell’evoluzione umana.

ll progenitore delle scimmie sarebbe un animale chiamato Adapide, battezzato “Darwinius masillae”, in onore del bicentenario della nascita di Charles Darwin. Per capire l’importanza della scoperta, basta pensare che i ricercatori hanno definito lo scheletro di Ida come il corrispettivo della “Stele di Rosetta” per capire le prime fasi dell’evoluzione umana.

Ida, una giovane femmina di nove mesi, somigliava a un lemure, il mammifero con la coda lunga che vive in Madagascar. Ed è considerato “il fossile di primate più completo mai ritrovato”. Il suo corpicino, delle dimensioni di una marmotta, ha caratteristiche che si riscontrano anche nella specie umana: il pollice opponibile, le unghie al posto degli artigli. Nelle zampe posteriori, ci sono elementi che lasciano presagire il passaggio dall’andatura a quattro zampe alla camminata eretta. E, da quanto ritrovato nel suo stomaco, mangiava frutta e di foglie.

Secondo i rilievi, il primate viveva nell’Eocene (il periodo che va da 55 ai 34 milioni di anni fa). Si tratta della stessa epoca in cui i primati cominciarono a evolversi in due specie diverse: le proscimmie e gli antropoidi.

L’Adapide è stato scoperto da un cacciatore di fossili, 25 anni fa, nei pressi di Darmstadt in una cava che un tempo era um ex lago vulcanico. Qui vennero rinvenuti anche un “Buxolestere” (incrocio tra una lontra e un toporagno) e un “Diacodexis” (una sorta di coniglio antenato delle moderne capre).

Solo con il passare del tempo però si è capito l’importanza di questo ritrovamento. Secondo Jorn Hurum dell’università di Oslo, che ha guidato lo studio, Ida è per i paleontologi quello che “l’arca perduta è per un archeologo”.

Biblioteche: porte aperte per l’Open Day

libri2 BERGAMO -- E' in programma per domenica 17 maggio, a Bergamo, l'Open Day delle biblioteche, ...

Apertura serale d’estate per la Gamec

Il logo della Gamec Aperture serali per la Gamec, la Galleria d'arte moderna e contemporanea di Bergamo. Per l'estate, ...