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Editoriali

La beatificazione di Erika? No, grazie

Di Redazione23 aprile 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

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Tutti i giornali riportano la notizia con grande rilevanza. Persino quelli zeppi di prestigiosi inviati parcheggiati sulle scrivanie. Erika, la ragazza di Novi Ligure che, insieme al fidanzatino Omar, ha macellato la madre e il fratellino, si è laureata in carcere in Lettere moderne – corso triennale – ottenendo pure un 110 e lode.

Per lei, c’è da scommettere, dopo aver scontato la pena si accenderanno le luci della ribalta, fra libri e comparsate tv pagate a peso d’oro. In Italia, spesso, il futuro è stato radioso per gli autori di efferati delitti e per chi ne decanta i meriti redentori.

Non ci uniremo al coro. Bergamosera questa notizia la userà – una e una volta sola – per fare una precisazione di metodo: noi non canteremo mai le lodi agli assassini. Pertanto sul nostro giornale notizie del genere non le troverete più. E’ una questione di buonsenso. Non saremo certo noi, pur nel nostro piccolo, a contribuire al rilancio mediatico di simili personaggi. Ne abbiamo piene le tasche delle varie Franzoni & co. e dei giornalisti che costruiscono fortune sulla morte di bambini. Noi stiamo dall’altra parte. Dalla parte di chi ha subìto.

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