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Cultura

Dalle nozze fra parenti l’estinzione degli Asburgo

Di Redazione20 aprile 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Filippo V, re di Spagna

Filippo V, re di Spagna

La fine della dinastia degli Asburgo è dovuta a troppi matrimoni fra consanguinei. Lo sostiene una recente ricerca di tre genetisti che per la prima volta hanno studiato dal punto di vista scientifico i legami parentali della casata dal sangue blu spagnola.

Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Plos One. Gli scienziati hanno analizzato sedici generazioni e oltre tremila componenti dell’albero genealogico degli Asburgo.

Ebbene, che la stirpe fosse cagionevole di salute era un fatto piuttosto noto. Così come che all’origine del problema ci fossero i frequenti incroci fra cugini, zii e nipoti, dettati dalla cinica ragion di Stato e dal tentativo di mantere inalterati potere e territori. Quel che è nuovo è il calcolo del coefficiente di consanguineità e il suo aumento esponenziale con il passare delle generazioni. Tanto che il tasso di consangueneità dei geni dell’ultimo Asburgo Carlo II è dieci volte superiore a quello di Filippo il Bello, primo rappresentante della casata sul trono di Spagna.

Un tasso così elevato, dicono gli specialisti, si riscontra nei figli generati da incesti particolarmente stretti, come quello tra padre e figlia o fratello e sorella. Oppure dall’accumulo di nozze fra parenti nel corso dei secoli.

Ma come è stato calcolato il tasso di consanguineità di generazioni così lontane nel tempo? «Abbiamo esaminato gli effetti – ha spiegato Gonzalo Alvarez Jurado, docente di genetica all’università di Santiago de Compostela -. Abbiamo considerato la mortalità infantile, entro i 10 anni d’età, nei discendenti di ogni re e abbiamo visto che era strettamente connessa al grado di parentela tra i suoi genitori».

Negli anni intercorsi fra il 1527 e il 1661, la dinastia vide la nascita di 35 bambini, 10 dei quali morirono prima di compiere un anno e altri 17 prima di arrivare al decimo anno di età. In pratica l’80 per cento dei bambini Asburgo moriva prima dei 10 anni d’età quando, nella pur povera Spagna, non arrivava all’adolescenza il 20 per cento della popolazione.

A quel tempo si gridò alla maledizione. Molto più concretamente, i genetisti hanno preso in considerazione i dettagliatissimi ritratti dei sovrani, eseguiti dai migliori pittori del tempo, per cominciare le loro analisi somatiche e mediche. Nella ricerca non si può escludere che la dinastia Asburgo sia stata rinvigorito da sanfue estraneo alla famiglia, frutto magari di tradimenti occultati dalla storia. Ma secondo gli esperti è una variabile poco rilevante.

La prossima fase della ricerca riguarderà gli Asburgo del ramo austriaco. Poi toccherà ai Borboni.

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