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Tecnologia

L’Unione Europea avverte Facebook: giù le mani dai dati personali

Di Redazione15 aprile 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Dati personali a rischio con l'aumento dei social network

Dati personali a rischio con l'aumento dei social network

Giù le mani dai dati personali, sopratutto da quelli dei minori. E’ il messaggio chiaro che la Commissione Europea manda agli amministratori di Facebook e dei social network. Tanto che il massimo organismo continentale sta pensando a una revisione della legislazione europea in materia di protezione dei dati personali su intenet e affini.

Con i loro 200 milioni di iscritti, i social network sono diventati una fonte molto redditizia per la “raccolta” di dati personali di ogni genere che spesso prendono vie illecite. L’allarme viene da Viviane Reding, il commissario europeo responsabile delle telecomunicazioni, che avverte: “La privacy è un aspetto importante della cultura europea, tutelato per anni dalle legislazioni. Credo sia un diritto di tutti i cittadini europei controllare come le proprie informazioni personali vengano utilizzate”.

E dalle parole si è passati ai fatti. La Reding ha avvertito che l’Unione europea agirà contro gli Stati membri se non applicheranno le regole di garanzia e protezione della privacy. E fra le tecnologie e le applicazioni commerciali ha individuato quelle più a rischio: i social network, la pubblicità comportamentale e i sistemi di autentificazione automatica RFID.

Nel mirino dunque, prima di tutto i social network già richiamati dalla Commissione Europea a una maggiore attenzione in materia. E’ vero, Facebook e compagnia avvicinano le persone ma sono anche detentori di una massa di dati estremamente vulnerabili. Da qui l’esigenza di tutelare l’identità, soprattutto quella dei minori.

Tuttavia le preoccupazioni non arrivano solo dai social network ma anche dalla pubblicità. La Commissione europea punta il dito contro i sistemi che monitorano la navigazione degli utenti su internet per poi tracciare un loro profilo dettagliato. E anche in questo caso il commissario ha voluto essere chiaro: “Le regole europee sulla privacy sono cristalline: le informazioni su una persona possono essere usate solo con il suo previo consenso”. Quindi stop al monitoraggio dei siti contattati, registrati e raccolti in cambio della promessa di pubblicità più mirata.

Infine, qualche timore arriva anche dai RFID, ovvero i sistemi di autentificazione con microchip – come ad esempio le tessere elettroniche degli autobus. Se da un lato questi sistemi rendono la giornata più efficiente e organizzata, dall’altro rischiano di imbrigliare i consumatori in una rete di stretto controllo degli spostamenti e delle attività quotidiane.

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