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Salute

Presto sangue sintetico da cellule staminali

Di Redazione27 marzo 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
la creazione del sangue sintetico solleva problemi di etica

la creazione del sangue sintetico solleva problemi di etica

Qualora fosse confermata, la scoperta è destinata a cambiare la medicina moderna. Gli scienziati inglesi della Edimburgh University potrebbero essere i primi al mondo a produrre quantità illimitate di sangue sintetico per trasfusioni da cellule staminali embrionali. Un sangue che oltretutto non avrebbe alcun rischio d’infezione.

Il progetto di ricerca durerà tre anni. E terminerà con la prima trasfusione di “sangue sintetico” in alcuni volontari. Il sangue è derivato da cellule staminali di embrioni ottenuti con la fecondazione in vitro.

La creazione del sangue sintetico andrebbe a rivoluzione gli attuali servizi di trasfusione sanguigna, che attualmente dipendono dalla rete di donazioni di sangue fresco.

Al progetto multimilionario partecipano la NHS Blood and Transplant e il Wellcome Trust (il più grande istituto di ricerca del mondo). La corsa al sangue in provetta – che potrebbe portare proventi colossali anche per l’industria farmaceutica – è partita. Sulla stessa strada ci sono Svezia, Francia e Australia. Mentre negli Usa, Bush aveva tolto i finanziamenti per una ricerca che andava contro la religione cristiana.

Prima di tutto i ricercatori cercheranno di (ri)produrre lo “0 negativo”. Si tratta del gruppo sanguigno più raro, (si trova nel 7 per cento della popolazione) ma che presto potrebbe essere prodotto in quantità illimitata con cellule staminali embrionali, grazie alla loro capacità di moltiplicarsi all’infinito in laboratorio.

L’obiettivo finale è di produrre cellule sanguigne portatrici d’ossigeno, da utilizzare per trasfusioni d’emergenza. Il sangue “sintetico” avrebbe il vantaggio di non essere a rischio d’infezione da virus HIV, epatite o morbo della mucca pazza.

A trarne il maggior vantaggio sarebbero certamente i militari in situazioni di guerra, dove spesso sono richieste rapide trasfusioni di sangue fresco.

Il problema, però, resta l’etica. Distruggere degli embrioni umani per produrre cellule staminali resta una pratica raccappriccante. Mentre chi riceverà la trasfusioni sintetica lo farà da una persona che non è mai esistita.

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