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Tecnologia

I laboratori Livenmore sperimentano la fusione nucleare

Di Redazione17 marzo 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una sezione dei laboratori Lawrence Livenmore

Una sezione dei laboratori Lawrence Livenmore

BERGAMO — L’esperimento, ambizioso e avvenieristico, verrà portato a termine in uno dei luoghi della scienza per antonomasia: il celebre laboratorio Lawrence Livenmore di San Francisco, in cui vengono progettate le armi atomiche americane. Qui gli scienziati stanno cercando di dimostrare che la fusione nucleare, l’energia del futuro – pulita, infinita e a buon mercato -, è realizzabile.

Ora da qui a metterla veramente in campo ce ne corre. Ma gli esperimenti in atto al National Ignition Facility (la Centrale nazionale di fusione nucleare a confinamento inerziale, in sigla Nif) dicono che i tempi saranno più brevi del previsto.

Al Nif, dentro un edificio alto dieci piani e grande come tre campi di calcio, gli scienziati stanno facendo un salto nel futuro. Grazie ai finanziamenti del governo americano, hanno costruito 192 giganteschi laser in grado di produrre 50 volte l’energia ottenuta dai precedenti sistemi di fusione nucleare attraverso laser.

Gli esperimenti che andranno ad eseguire sembrano usciti da un film di fantascienza. Tutto ruota intorno a una minuscola sfera dorata, delle dimensioni di una pillola, e contenente idrogeno congelato. La microsfera verrà posizionata in una camera bersaglio, una sorta di grande involucro d’acciaio simile a un batiscafo. Poi tutti i laser le verranno puntati contro. E, una volta accesi, i loro raggi verso la fonderanno, producendo temperature superiori agli 800 milioni di gradi Fahrenheit, molto più caldo del Sole.

Durante la fusione la sferetta emanerà un’energia enorme, che potrà essere incanalata per riscaldare sale liquido e produrre gigantesche quantità di vapore che, a loro volta, potranno alimentare una turbina e creare elettricità. Insomma, dalla fusione nucleare di quelle microsfera d’idrogeno si potrà ottenere un’enorme quantità di energia elettrica, sicura, affidabile e pulita.

Lunedì scorso, alle 3 di notte, per la prima volta tutti i 192 laser ad altissima energia sono stati diretti in contemporanea verso il centro della camera-bersaglio, vuota per l’occasione. Si è trattato del primo passo verso “l’accensione” che trasformer‡ la sferetta d’idrogeno in un Sole in miniatura sulla Terra.

Accensione che verrà sperimentata entro i prossimi due-tre anni, assicurano gli scienziati del Livenmore, e che dimostrerà che la fusione nucleare Ë davvero possibile.

La fase successiva sarà quella rivolgere ripetutamente i 192 laser verso molteplici sferette a idrogeno e produrre così più energia di quanta ne serva ad alimentare i laser stessi. E’ il cosiddetto “guadagno energetico” indispensabile per rendere appetibile, anche economicamente, il sistema.

Qualora il guadagno fosse realizzato, attraverso fondi governativi, si passerà alla costruzione di impianto energetico pilota a fusione controllata. Sarà la prima centrale a fusione atomica del mondo. Costerà circa 10 miliardi di dollari, quanto un’attuale centrale nucleare, però senza scorie, con energia pulita e enormi altri vantaggi economici e ambientali.

Il sogno, dunque, è quello di tante comunità che si mantengono energeticamente con il loro piccolo Sole “verde”. Probabilmemte ci vorranno anni per arrivarci. Ma la scienza, in passato, ci ha già stupito. E soprattutto, il presidente Obama conta di dare un’enorme spinta alle energie rinnovabili.

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