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Politica

Alleanza Nazionale va al congresso dello scioglimento

Di Redazione7 marzo 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giorgio Almirante e Gianfranco Fini: passato e presente della destra italiana. Il problema ora è il futuro...

Giorgio Almirante e Gianfranco Fini: passato e presente della destra italiana. Il problema ora è il futuro...

BERGAMO — Fra i nostalgici e la vecchia guardia serpeggia più di un malumore. Alleanza Nazionale va all’ultimo congresso bergamasco della sua storia. Sabato 7, all’Hotel San Marco di Bergamo, verranno decisi i delegati che andranno al congresso nazionale per decretare lo scioglimento del partito e la sua confluenza dentro il Popolo della libertà.

Al congresso bergamasco sarà presente il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Dopo le singolari giravolte di Fini in tema d’etica e d’immigrazione, la destra moderata ed economica del paese guarda sempre più all’impero di Silvio Berlusconi, indispensabile per l’aggancio al Ppe e ai relativi denari. Certo, però, che con lo scioglimento di Alleanza Nazionale se ne va un pezzo di storia dell’Italia recente.

La questione, ora, è tutta puntata sull’identità politica. La domanda è una sola: il popolo di An si riconoscerà davvero dentro la nuova formazione a trazione berlusconiana? I timori sono molti. Soprattutto nella base del partito. La destra prova a sparire proprio nel momento di suo maggior fulgore, per finire edulcorata dentro il crogiolo del Popolo della libertà.

Ma la strada voluta da Fini e approvata dai suoi colonnelli ormai è tracciata: dopo lo strappo di Fiuggi, arriva dunque lo scioglimento. Due passaggi determinanti che hanno lasciato strascichi polemici e ferite difficilmente rimarginabili. Molti sono gli scontenti. La vecchia guardia populista in questi anni si è sentita ripetutamente tradita dalla condotta del leader. E ora deve ingoiare un rospo in più: veder svanire il sogno di una destra con la d maiuscola al comando della politica italiana a favore del più potente uomo d’affari del paese.

Nemmeno i giovani di destra sembrano apprezzare più di tanto la minestra torbida e indistinta del Popolo della libertà. In questo periodo di crisi globale, sembrano più alla ricerca di valori forti e stabili come quei “Dio, Patria e Famiglia”, professati da Forza Nuova. Non è un caso che il movimento di Roberto Fiore stia crescendo sempre di più e abbia aperto una sede anche a Bergamo, sfidando tutto e tutti.

In questo clima d’assoluta incertezza, anche dal punto di vista politico, in città il destorso Franco Tentorio, previo conferma, si troverà ad affrontare il sindaco uscente Roberto Bruni alle elezioni del prossimo giugno. La sensazione è che la gara sarà davvero in salita. Per entrambi.

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