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Cultura

In Italia i tesori dei Nazca

Di Redazione3 marzo 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le straordinarie piramidi del sito archeologico di Cahuachi

Le straordinarie piramidi del sito archeologico di Cahuachi

BERGAMO — Lo scienziato che l’ha trovata, l’archeologo italiano Giuseppe Orefici, l’ha chiamata la “grande offerta”. Era l’ultimo disperato tentativo di ingraziarsi gli dei, da parte di un popolo che stava vedendo la civiltà Nazca scomparire sotto i colpi delle calamità naturali.

Cahuachi, Perù meridionale. Siamo nel 400 d.c. Dopo aver subito due alluvioni e un terremoto, le piramidi in terra cruda del luogo religioso, cuore pulsante di una civiltà basata sul culto degli dei, stavano per sgretolarsi e con esse lo stato teocratico. Una pioggia incessante batteva su quegli edifici imponenti ma dai piedi d’argilla. I simboli religiosi di quel mondo, immenso per dimensioni e dominato con regole semplicissime, apparivano più fragili che mai, sciolti in enormi colate di fango.

Il popolo nazca era smarrito e spaventato. I sacerdoti tentarono il tutto e per tutto: si affidarono alla divinità come mai avevano fatto prima. Dopo aver coperto di terra una piramide ormai allo sfascio (la cosiddetta “Piramide Arancio” dal colore dell’argilla con cui fu costruita), offrirono i loro beni più preziosi: un centinaio di vasi raffinatissimi in ceramica, 34 spettacolari zucche incise e dipinte, tessuti, cesti, oggetti d’oro. E persino il sacrificio umano di un uomo e un bimbo, per placare gli dei.

Gettarono tutto in una grande fossa. Milleseicento anni dopo, la “grande offerta” è stata ritrovata da Giuseppe Orefici. L’italiano lavora laggiù da 27 anni. Grazie al suo progetto Nazca, finanziato dal ministero italiano degli Affari esteri e dal Gabriel Trust elvetico, negli anni scorsi ha riportato alla luce manufatti spesso unici. Ma stavolta, la “grande offerta” è stata un ritrovamento davvero eccezionale.

Gli oggetti rinvenuti sono arrivati in Italia il 1 marzo ed esposti a Firenze durante il settimo Incontro nazionale della rivista Archeologia Viva. All’incontro hanno partecipato anche gli archeologi del Consiglio Nazionale delle ricerche che hanno supportato gli studi sul territorio dei Nazca.

Già ad ottobre, le immagini satellitari fornite dal Cnr avevano consentito il ritrovamento di un’ulteriore area archeologica a due chilometri dall’immensa zona cerimoniale di Cahuachi, ampia 24 chilometri quadrati e dotata di 34 gruppi di piramidi. Un gigantesco luogo dedicato esclusivamente al culto religioso, in cui affluivano pellegrini con le loro offerte di oggetti preziosi per gli dei. Tutto questo fu travolto da una serie impressionante di alluvioni che spazzarono via edifici costruti con friabile terra cruda.

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