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Editoriali Politica

Forza Nuova, accuse e ipocrisie

Di Redazione3 marzo 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le bandiere di Forza Nuova sbarcano anche a Bergamo

Le bandiere di Forza Nuova sbarcano anche a Bergamo

Ne abbiamo sentite davvero di tutti i colori in questi giorni. Gli scontri di sabato in città, seguiti all’apertura della sede di Forza Nuova, hanno dato l’occasione a numerosi politici locali e non – compreso un redivivo Vittorio Agnoletto – di mettersi in mostra a pochi mesi dalle elezioni.

Francamente, sul palcoscenico della politica locale si è visto uno spettacolo dal profilo molto molto basso. Con accuse al limite della calunnia, con paragoni campati per aria e con i fatti strumentalizzati, ora per colpevolizzare ora per assolvere questo o quel protagonista – Forza Nuova, la sinistra antagonista, gli anarchici, la polizia – a seconda della mera convenienza politica, financo elettorale. Il che non è accettabile, vista la gravità di quanto è accaduto.

C’è chi ha incolpato il sindaco per gli scontri (e che c’entra Bruni?). C’è chi ha tirato la croce addosso al questore (che ha fatto il suo dovere per evitare il peggio). Ci sono poi politici che si sono proclamati “santi” e hanno puntato il dito verso l’avversario. Altri si sono auto-assolti, sorvolando sulle provocazioni profuse a iosa nei giorni antecedenti i tafferugli. E infine c’è chi ha preferito fingersi scandalizzato come una “verginella”, quando, in realtà, quel che sarebbe accaduto era previsto da almeno tre settimane, bastava guardare i blog delle opposte fazioni.

Un atteggiamento esecrabile, però, ha accomunato tutti indistintamente: quello tipico dei commentatori/tifosi di professione. Che difendono a spada tratta l’indifendibile, se appartiene alla propria “squadra”. Che accusano sempre e comunque gli avversari, anche se gli argomenti sono gratuiti e insostenibili. Da questo disgustoso festival dell’ipocrisia abbiamo tratto alcune perle.

La questione del corteo, innanzitutto. Si è detto che gli scontri sono scaturiti in risposta al corteo di Forza Nuova, che non era autorizzato e che la polizia avrebbe lasciato agire deliberatamente. Ebbene, chi sostiene questa tesi dovrebbe spiegarci se, dal punto di vista dell’ordine pubblico, siano meglio un corteo circoscritto oppure trecento estremisti di destra in libertà, in arrivo alla spicciolata, in via Bonomelli. Magari gruppi sciolti di “camerati”, sparpagliati per le vie cittadine, pronti a venire alle mani con i “campagni”. Ora, non scherziamo: lasciar scorrere il corteo e controllare a distanza era l’unico modo serio che la Polizia avesse per evitare disordini. E così è stato.

Secondo: il capitolo armi improprie e apologia di fascismo, denunciati in una conferenza stampa dal rifondarolo Maurizio Morgano. Il questore ha in mano filmati e sonori, e la magistratura farà il suo corso per accertare i reati. Alcuni particolari però non tornano: se i neofascisti erano davvero armati fino ai denti – come sostiene Morgano – e gli antifascisti tutti disarmati, come è venuto in mente agli attivisti di sinistra di attaccare per primi? Vuol dire che, forse, tanto disarmati non erano. E in infatti la polizia ha sequestrato randelli di ogni genere ai 60 fermati.

Quanto alla modalità del corteo di Forza Nuova, non è stata certo una novità. Bandiere arrotolate a mo’ di bastoni, cori da stadio e colate di bile che trovano puntuale corrispettivo dall’altra parte: nei canti e balli inneggianti Castro, Che Guevara, Pancho Villa e la rivoluzione, e magari un pizzico, ma proprio un pizzico, d’odio verso l’attuale presidente del Consiglio.

Ma qual era la pretesa della sinistra? Che Forza Nuova sfilasse davanti a loro senza vessilli e in silenzio, come nelle moderne forche caudine? E credete che in quel caso non sarebbe successo niente? Per favore, non prendiamoci in giro. Da settimane le due fazioni si promettevano botte. E quando ce n’è stata la minima possibilità, con lo scemare della manifestazione, qualcuno ci ha provato.

“Un gruppuscolo agitatore che si è unito impropriamente al corteo antifascista” si è giustificato il consigliere comunale di Rifondazione in conferenza stampa. Sarà. Forse, sarebbe più serio chiedersi cosa ci facevano a Bergamo alcuni esponenti dei centri sociali e dell’area antagonista piemontese. Si sono fatti 500 chilometri per lanciare palline di carta? La risposta, paradossale, arriva ancora da Morgano: “E’ inevitabile che in un corteo di oltre 800 persone, ci siano 10, 15 persone con i bastoni”. Avanti di questo passo c’è il rischio che ridiventi inevitabile anche che, su cento persone che entrano in una banca, ce ne sia una con una bomba in tasca…

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