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Bergamo Politica

Forza Nuova sfila, gli anarchici attaccano, la Polizia mena: pomeriggio di follia in centro

Di Redazione2 marzo 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una manifestazione di Forza Nuova (immagine di repertorio)

Una manifestazione di Forza Nuova (immagine di repertorio)

CENTRO CITTA’ — Era previsto e puntualmente è accaduto. L’apertura della sede di Forza Nuova in via Bonomelli si è tramutata in un’occasione di scontro violento fra esponenti della sinistra estrema e la polizia. Tafferugli che, detto per inciso, sono avvenuti alle 19, quando gli esponenti di Forza Nuova avevano già preso la via di casa, partendo in autobus dalla Malpensata.

E’ stato un pomeriggio ad alta tensione quello di sabato nel centro cittadino. Per 6 lunghissime ore, fra la Malpensata e via Quarenghi, è calata una cappa sinistra che, tolte le moderne insegne dei negozi, ricordava molto quella degli anni Settanta. All’adunata della formazione di Roberto Fiore, c’erano circa 300 esponenti bardati con caschi e giubbotti di pelle, armati di bastoni e aste di bandiera e schierati come soldati all’urlo di “boia chi molla”. In contrapposizione, una consistente gruppo di esponenti della sinistra radicale ed extraparlamentare, richiamato da tutto il Nord Italia dal tam tam mediatico innescato dal Centro Sociale Pacì Paciana. Anche per gli attivisti di sinistra la parola d’ordine è chiara: ” Scacciare a ogni costo i neofascisti da Bergamo”, appellandosi, a dire il vero, a un’interpretazione della democrazia tutta loro.

Dunque, la cronaca racconta che Forza Nuova marciava dalla Malpensata in direzione Bonomelli, guidata dal segretario nazionale Roberto Fiore e dal Don Emilio Tam, prete oltranzista iscritto al movimento. In via Quarenghi, angolo Paleocapa, invece attendevano gli esponenti della sinistra. In mezzo decine e decine di poliziotti in assetto antisommossa, blindati e defender per evitare che i due gruppi venissero in contatto.

Nonostante slogan, insulti e minacce incrociate tutto è filato liscio, almeno fino alle 18.30. Quando, mentre Forza Nuova lasciava la città, alcuni anarchici hanno cercato di risalire lungo via Quarenghi, Tiraboschi, viale Papa Giovanni e via Paglia, per cercare di rompere l’impasse che la polizia era riuscita a creare.

E così, in pochi minuti, è scoppiato il caos. Con vetrine prese a mazzate dagli anarchici ma che per fortuna non vanno in frantumi. Con scene da guerriglia urbana che richiamano il tristemente famoso G8 di Genova. Con i bergamaschi allibiti che non credono ai loro occhi: sirene spiegate, urla, sputi, insulti, lanci di bottiglie, in una città che non pare più la nostra. Con le macchine in coda e gli automobilisti terrorizzati, perché i luoghi dello struscio del sabato paiono Piazza Statuto a Torino, luglio 1962. Con le signore a passeggio con amiche e bambini che vedono ragazzi, che potrebbero essere i loro figli, sfidare a muso duro gli agenti. Con le cariche della Polizia che, per riportare la calma, mena randellate a destra e manca e alla fine riesce a evitare il peggio.

Alle 20, dopo due ore di legnate, torna la calma. Sessanta persone vengono raccolte su un autobus e portate in questura per accertamenti. Gli agenti sequestrano bastoni, passamontagna, tre coltelli a serramanico, una fionda, pietre, bulloni e biglie d’acciaio, un tirapugni. Li mostreranno il giorno dopo a chi li accusa di aver utilizzato violenza gratuita. Nel frattempo, due attivisti della sinistra antagonista vengono arrestati. Si tratta di un ventenne di Como e di un 24enne di Seriate, che verranno poi scarcerati dal Gip Patrizia Ingrasci con l’obbligo di firma. La giornata di autentica follia pare finita. Ma è solo la prima.

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