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Prima periferia

Il ministero dice “no”: la centrale di Stezzano va in soffitta

Di Redazione27 febbraio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La centrale termoelettrica di Piacenza costruita dalla Atel

La centrale termoelettrica di Piacenza costruita dalla Atel

STEZZANO — Dopo sette anni di polemiche e timori, residenti e ambientalisti esultano: la centrale elettrica di Stezzano non si farà. Il ministero dell’Ambiente ha infatti dato parere negativo alla richiesta della società svizzera Atel e alla consociata Atel Centrale Elettrica Bergamo srl di costruire un nuovo impianto termoelettico da 433 megawatt a sud del centro urbano.

Il progetto era stato presentato nel lontano 2002. Subito aveva suscitato la reazione dei residenti e dei comitati che si sono opposti a una centrale che rischiava di portare ulteriore inquinamento in una zona di per sé già fortemente compromessa.

La battaglia dei residenti però pareva disperata. Il sindaco leghista Michele Mirtani, in carica da 8 anni, nell’aprile 2003 aveva firmato una convenzione con la Atel. Secondo gli accordi, al Comune sarebbero andati due milioni di euro una tantum e 400 mila euro per i successivi otto anni, in cambio dell’impianto energetico. Mentre nei piani della Regione, Stezzano non risultava, a sorpresa, fra le zone a criticità ambientale.

Insomma, la partita sembrava chiusa. Nel 2004 la Lega perdeva le elezioni comunali, vinte da Stezzano ’99. La Regione ridisegnava la mappa ambientale ma, ancora una volta, escludeva il paese bergamsaco. Mentre la Atel chiedeva al ministero di poter effettuare delle modifiche al progetto. Ebbene, nei giorni scorsi è arrivata la valutazione d’impatto ambientale del ministero. E l’epilogo è stato di quelli che non lasciano dubbi: impianto bocciato, la risposta alla richiesta della Atel è “negativa”. Punto.

La centrale dunque non si farà. Esulta il sindaco di Stezzano Stefano Oberti che ne aveva fatta una battaglia che gli aveva permesso di sbaragliare i Lumbard. Esultano anche i residenti. E, a sorpresa, esprime soddisfazione anche la Lega che in consiglio comunale richiederanno la revoca della convenzione adottata nel 2003.

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