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Cultura

I norvegesi si rimettono sulle tracce di Amudsen

Di Redazione27 febbraio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La spedizione al Polo Sud dell'esploratore norvegese

La spedizione al Polo Sud dell'esploratore norvegese

BERGAMO — Era il 18 giugno del 1928 quando Ronald Amudsen, il mitico esploratore norvegese, scomparve misteriosamente nell’acque del Mare di Barents, inabissandosi con il suo idrovolante insiema al connazionale Leif Dietrichs e quattro francesi. Oggi, 80 anni dopo, un robot ultratecnologico scenderà sul fondo del mare per cercare di risolvere il mistero.

Il robot sottomarino andrà alla ricerca del Latham 47 e cercherà riportare a galla il velivolo e i resti dei suoi occupanti. Ronald Amundsen è un eroe nazionale in Norvegia. Ed è un mito anche per gli appassionati di esplorazione. Le sue imprese hanno fatto storia. La più famosa è quella compiuta della prima traversata dalla Baia di Baffin allo stretto di Bering. Si tratta del celebre “Passaggio a Nordovest” realizzato fra il 1905 e il 1906.

Ma non solo. Nel 1911, il norvegese realizzò la prima spedizione al Polo Sud. Mentre nel 1926 con il dirigibile “Norge” e insieme all’italiano Umberto Nobile effettuò il primo sorvolo del Polo Nord.

Amudsen era un superstar del tempo, famoso quanto gli attori. E come in tutti i film che si rispettino, la sua uscita di scena è avvolta nel mistero. Era il maggio del 1928 quando il norvegese venne a sapere che il suo amico e rivale Nobile era rimasto bloccato fra i ghiacci con il dirigibile Italia. Amudsen non attese un attimo. e organizzò una missione di soccorso. Ma durante la corsa verso in Polo Nord in idrovolante qualcosa andò storto e il velivolo s’inabissò.

Ci pensarono gli svedesi a salvare Nobile. Ma per la Norvegia la morte di Amudsen fu una perdita incolmabile. Soprattutto perchè non ne furono mai chiarite le cause.

Oggi Hugin, questo il nome del robot sottomarino, cercherà di capire perchè il velivolo dell’esploratore norvegese si sia improvvisamente schiantato. La missione passerà al setaccio un tratto di mare di quasi 70 km quadrati, a Nord-Ovest dell’isola di Bjørnøya (Isola degli Orsi). Ci parteciperà la nave “Tyr”, con cui la marina norvegese ha scovato sui fondali la nave da guerra nazista “Scharnhorst” e il relitto del cacciatorpendiere inglese “HMS Hunter”.

A fare da supporto ci saranno la nave della guardia costiera “Harstad” e il robot sottomarino Hugin. Secondo gli studiosi il relitto del Latham 47 si trova a una profondità di 400 metri. toccherà a Hugin individuarlo, durante la sua permanenza di 18 ore al giorno negli abissi marini.

Tra i componenti della missione regna l’ottimismo. Hugin è completamente automatico e dotato di un sonar con risoluzione di 5 centimentri. Se l’aereo si trova davvero in quest’area, il robot lo scovera sicuramente, confidano gli esperti. Una volta ritrovato, il velivolo verrà esposto al Museo norvegese dell’aviazione, anche se la decisione sulla sua sorte dovrà essere condivisa fra Norvegia e Francia.

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