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Cultura

Sorpresa: sotto il ghiaccio dell’Antartide c’è una catena come le Alpi

Di Redazione25 febbraio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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La morfologia del terreno sotto il ghiaccio dell'Antartide

BERGAMO — Sotto i ghiacci dell’Antartide c’è una catena montuosa simile alle Alpi, con vallate e montagne da 4000 metri. Lo hanno rilevato gli scienziati del progetto internazionale AGAP (Antarctica’s Gamburtsev Province) che hanno terminato la loro missione sui monti subglaciali Gamburtsev, cominciata il novembre scorso.

Effettauta nell’anno internazionale dei Poli, si è trattato di una dello spedizioni più complesse mai realizzate. Per acclimatarsi i membri americani e inglesi hanno trascorso un periodo alla stazione USA Amundsen-Scott al Polo sud geografico (2.800 m) per poi trasferirsi ai rispettivi campi, dove le temperature sfioravano i 30 sottozero.

Da qui, le squadre hanno sorvolato le zone oggetto di studio, a bordo di due aeroplani Twin Otter dotati di tutte le strumentazioni scientifiche necessarie. Grazie a 25 giorni di bel tempo hanno volato per 120mila chilometri ed esplorato il 20 per cento della calotta Antartica orientale.

Ebbene, ora a disposizione dei ricercatori c’è una quantità straordinaria di dati, tale da ridefinire la morfologia del cuore antartico. I monti Gamburtsev erano stati scoperti nel 1958 da una spedizione sovietica. Per cinquant’anni sono rimasti un mistero. Qualcuno aveva avanzato l’ipotesi che si trattasse di un massiccio vulcanico. Altri di un altopiano. Oppure il risultato di una collisione fra continenti avvenuta 300 milioni d’anni fa.

Nulla di tutto questo. Secondo gli scienziati dell’ultima spedizione “non sono un altopiano, ma una vera e propria catena di dimensioni e aspetto simile alle Alpi, con picchi e valli incredibili modellate da processi pluviali e glaciali”, ha detto al Corriere il genovese Fausto Ferraccioli, responsabile del team di ricercatori del British Antarctic Survey.

L’obiettivo ora, con i tanti dati fra le mani, è produrre una nuova mappa topografica subglaciale.E da qui ricavare importanti informazioni sull’origine e la genesi delle calotte di ghiaccio che la ricoprono.

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