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Bergamo Politica

Pestaggio Caniana: la Digos individua due presunti aggressori

Di Redazione23 febbraio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
volantepolizia

Un'auto della Polizia di Stato

SAN PAOLO — Con un attento lavoro di indagine, la Digos ha individuato due dei tre presunti aggressori che giovedì sera avrebbero preso a bastonate tre militanti di azione universitaria intenti ad appendere manifesti del futurismo fuori dalla sede universitaria di via dei Caniana. Entrambi denunciati, farebbero parte di quell’area politica definita sinistra antagonista.

Secondo il racconto degli aggrediti, uno dei quali ha riportato un lieve trauma cranico, gli aggressori erano in tre, avevano berretti di lana e sciarpe a coprire il volto e mazze da baseball. Durante la colluttazione, a uno degli aggressori è caduta la sciarpa e ha scoperto la faccia.

Grazie alla testimonianza molto dettagliata degli aggrediti e alle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza del comune, la Polizia è risalita ai picchiatori. La loro auto – un’utilitaria rossa con lunotto posteriore rotto e riparato con adesivo – è stata filmata dalle telecamere e facilmente individuata dagli investigatori. Corrisponde all’auto descritta dai giovani di destra che ne avevano fornito anche la targa.

Gli agenti della Digos hanno rintracciato il proprietario della vettura. Si tratta di un operaio di 35 anni, originario di Roma e residente a Bergamo. E’ stato denunciato. Così come l’altro sospettato, quello della sciarpa: si tratta di un operaio bergamasco di 26 anni.

Entrambi, dicevamo, fanno parte della cosiddetta “sinistra antagonista”. Sono ambedue incensurati. Per loro è scattata l’accusa di lesioni personali e porto abusivo di strumenti atti ad offendere. Le mazze da baseball e i tubi d’acciaio usati per l’aggressione non sono ancora stati ritrovati.

I due presunti aggressori – che in questura hanno negato ogni addebito – sono stati rintracciati in una casa abbandonata e priva di luce e servizi fra Valtesse e Monterosso, dove vivevano. Secondo la polizia all’origine della zuffa potrebbe esserci uno scambio di persona: i giovani di An sarebbero stati confusi con militanti della formazione di estrema destra Forza Nuova che aprirà una sede in via Bonomelli il prossimo sabato.

Intanto, sul fronte politico, il sindaco di Bergamo Roberto Bruni sabato pomeriggio ha diramato un comunicato di solidarietà verso le malcapitate vittime dell’aggressione. Ma ciò non è bastato per placare gli animi dell’estremismo per l’apertura della sede dei seguaci di Roberto Fiore. Da giorni sui siti internet rimbalzano minacce incrociate e la tensione sta salendo alle stelle. E la cosa peggiore è che il tam tam diffuso attraverso la rete porterà a Bergamo numerosi militanti da oltre provincia, che hanno tutta l’intenzione di far sentire la loro voce. Speriamo solo quella. Intanto Forza Nuova tiene a precisare che la manifestazione di sabato avrà, almeno da parte loro, intenti pacifici. Il problema, come sempre, sono le provocazioni.

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