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Editoriali Politica

Le ronde? A Bergamo saranno un miraggio

Di Redazione22 febbraio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Il ministro Maroni spiega i contenuti del decreto anti-stupri

Un giro di vite che non si vedeva da tempo. E destinato, se alle parole seguiranno i fatti, a rendere un po’ più sicure le nostre città. Il Governo ha varato il cosiddetto decreto anti-stupri. Tuttavia non si tratta di un provvedimento che va incontro ai recenti fatti di cronaca, ma di un dispositivo di legge che va ben oltre. 

Prevede ronde non armate e formate da ex agenti ed ex militari. Prevede l’estensione da 2 a sei mesi della permanenza degli immigrati negli appositi centri. Prevede il divieto degli arresti domiciliari per chi è accusato di violenza sessuale. Prevede l’ergastolo per gli stupratori omicidi e pene dai sei mesi ai quattro anni per lo stalking, ovvero le molestie. Prevede, in buona sostanza, quello che la stragrande maggioranza degli italiani voleva da tempo. 

Qualcuno la chiamerà deriva plebiscitaria o xenofoba. Altri populismo. Qualcun altro buon governo. Certo è che il paese chiedeva un segnale. Con pazienza quasi illimitata, e per certi versi patetica, per decenni gli italiani hanno sopportato di tutto. Purtroppo, per altrettanto,  i governi e le amministrazioni, soprattutto quelle di centrosinistra, hanno lasciato correre. Un laissez fair che alla fine ha esasperato gli animi, portando la pentola sulla soglia dell’ebollizione, tanto che all’alba del 2009 il Governo Berlusconi ha dovuto necessariamente intervenire per evitare guai peggiori, come i linciaggi nell’aria a Roma. 

Ora quanto all’efficacia del nuovo provvedimento, per ora, non esprimiamo giudizi o previsioni: occorre prima vedere i regolamenti attuativi. Di certo, però, il decreto dice che l’atmosfera è cambiata, anche da noi. Che non siamo più il paese di Bengodi dove si può fare tutto, compreso delinquere, tanto non paga mai nessuno. Finalmente ci siamo resi conto che non si filosofeggia con un assassino che ti punta il coltello alla gola, non si organizzano conferenze per convincere uno stupratore.  Delinquenti di questo calibro capiscono un solo linguaggio: quello di un deterrente altrettanto forte.  

Ora però c’è un altro rischio. Il decreto concede ai sindaci la possibilità di avvalersi di associazioni di cittadini non armati, le cosiddette ronde, che per quanto disarmate sono pur sempre una sicurezza in più. Già: concede, non obbliga. Il che vuol dire, per esempio, che a Bergamo difficilmente le vedremo. Almeno fin quando a reggere le sorti della città sarà l’attuale amministrazione che oltre a non volere le ronde sostiene, in ogni occasione e spesso negando l’evidenza, che questa è una città sicura.

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