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Cultura

Satellite Nasa registra enorme esplosione nel cosmo

Di Redazione20 febbraio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Nella simulazione il buco nero creato dalla distruzione della stella

BERGAMO — E’ accaduta 12 milardi di anni fa. Ma il suo eco luminoso è arrivato agli occhi elettronici dei telescopi solo ora, tanta era la distanza. Il satellite Fermi della Nasa ha individuato le tracce di un’enorme catastrofe nello spazio. Lo ha reso noto la rivista Science.

il disastro cosmico, avvenuto in una galassia molto, molto lontana, ha generato un lampo di raggi gamma battezzato “GRB 080916C” che è stato raccolto il 16 settembre scorso dal satellite terrestre. Duecento astrofisici ci hanno lavorato sopra per capire cosa fosse e che origine avesse. Per un paio di minuti, il lampo è stato più luminoso non solo di qualsiasi altra sorgente, ma anche dello stesso universo nella banda dei raggi gamma, hanno spiegato gli esperti dell’Istituto nazionale di fisica nucleare.

Il raggio gamma altamente ionizzato si è propagato nel cosmo a una velocità prossima a quella della luce. Ed è stato registrato dal GMB (Gamma Ray Burst Monitor) americano e dal LAT (Large Area Telescope italiano) montati sul satellite della Nasa.

Ebbene, cosa racconta quel raggio arrivato a noi dagli spazi siderali? Gli scienziati sostengono sia il risultato della distruzione di un astro la cui massa calcolata era di cinque volte quella del Sole. La stella sarebbe collassata in maniera violenta, provocando un buco nero e sprigionando l’energia giunta fino a noi per cinque lunghi secondi.

Ora gli astrofisici sono al lavoro per carpire ulteriori informazioni a quella fonte di luce. Per questo sono attive, 24 ore su 24, squadre di ricercatori internazionali. Puntano i loro strumenti verso il cosmo alla ricerca dei cosiddetti “Gamma Ray Burst”, i fenomeni più violenti dello spazio. Raggi che in pochi secondi liberano tanta energia quanta il Sole nellíarco della vita.

I lampi gamma, a dire il vero, sono stati scoperti per caso dai satelliti militari americani Vela, nella seconda metà degli anni Sessanta. I satelliti erano lassù per controllare gli esperimenti atomici sovietici. E oltre alle esplosioni terrestri hanno registrato questi impulsi d’energia dallo spazio. Tenuti nascosti sino al 1973, da allora gli scienziati hanno cominciato a studiarli. La loro origine è stata spiegata negli anni Novanta, grazie ai rilievi di un satellite italiano.

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