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Salute

La Chikungunya è stata “importata” in Italia

Di Redazione16 febbraio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
zanzara

Una delle zanzare responsabili della malattia

BERGAMO — L’arrivo in Italia della chikungunya, la malattia articolare veicolata dalle zanzare infette, non è dovuto ai cambiamenti del clima, ma a una diretta importazione. Lo sostiene Paul Reiter, dell’unità di ricerca su insetti e malattie infettive dell’Istituto Pasteur di Parigi.

Secondo l’esperto, le temperature in aumento nella temperata Europa non sono la causa dello sbarco in Italia delle pericolose zanzare tigre che veicolano la malattia. Ricorderete che, un paio di anni fa, i fastidiosi insetti provocarono un’epidemia di Chikungunya del 2007 in Emilia Romagna. Ci furono 197 casi sospetti e 166 accertati in due centri del Ravennate (Cesena e Castiglione di Cervia).

La Chik (abbreviazione del nome impronunciabile) è una malattia febbrile acuta virale, epidemica. E’ caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette del genere Aedes – come l’Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue) – o della cosiddetta “zanzare tigre”.

La prima epidemia nota di questa malattia è stata registrata nel 1952 in Tanzania. Ma già 200 anni, nel 1779, era stata descritta un’epidemia in Indonesia forse attribuibile allo stesso agente virale. A partire dagli anni Cinquanta si sono verificate diverse epidemie di chikungunya in Asia e in Africa. In Europa, la malattia è arrivata nell’agosto 2007, con i primi casi autoctoni in Emilia Romagna.

La Chik si manifesta dopo un periodo d’incubazione di 3-12 giorni. I sintomi sono quelli di una simil-influenza con febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti artralgie (da cui deriva il nome che in lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”). Dolori articolari tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni antalgiche.

La malattia si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni. Tuttavia i dolori articolari possono persistere per mesi. Le complicanze più gravi sono rare e possono essere di natura emorragica o neurologica, soprattutto nei bambini. In rarissimi casi la chik può essere fatale.

Il virus responsabile della malattia appartiene alla famiglia delle togaviridae, del genere degli alphavirus. È presente soprattutto in zone rurali, mentre è raro o addirittura assente in vicinanza dei centri abitati.

Ebbene, secondo le ricerche di Reitner, l’arrivo della Chik in Europa non è dovuta ai cambiamenti climatici. Anzi “la malattia fu importata dall’uomo con un volo aereo”.

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