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Cultura

Sorpresa: l’università non attira più

Di Redazione13 febbraio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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La sede dell'Università di Bergmao in Piazza Vecchia

BERGAMO — Crollano le immatricolazioni universitarie. Secondo i dati forniti dal ministero dell’Università, il numero degli iscritti al primo anno nell’ultimo biennio è sceso del 4,4 per cento. Un dato molto rilevante, che inevitabilmente peserà anche sulle casse degli atenei.

Le università non sono più attrattive come una volta. Complice i costi elevati e una crisi economica che si fa sentire, il numero di immatricolazioni all’anno accademico 2008/2009 fa segnare il record negativo degli ultimi sette anni.

Stando ai dati ministeriali, quest’anno le nuove leve sono state 312.104. Ben 14mila in meno che nel 2006/2007. La diminuzione maggiore si registra nelle regioni del sud: meno 6,6 per cento in un solo anno.

E dire che il numero di studenti che hanno superato l’ultimo esame di maturità è aumentato in maniera consistente. I “maturi” sono stti 463.400, ma di questi solo una parte – inferiore al passato – è confluita negli atenei. Solo due studenti su tre (il 67 per cento) hanno scelto di proseguire gli studi dopo la scuola. Due anni erano il 75 per cento.

Stando agli esperti è cambiato il modo di pensare delle famiglie. Mentre fino a qualche anno fa l’università era concepita come una possibilità per aumentare gli sbocchi lavorativi, ora pare non sia più così. Sempre più giovani preferiscono fermarsi dopo il diploma della superiori e cercare un lavoro. Erano 100 mila nel 2005, sono 150 mila nel 2009.

Crisi economica, difficoltà di trovare impiego dopo la laurea. Oltre a questi fattori, a scoraggiare i giovani dall’iscriversi all’università contribuiscono anche le tasse e i contributi richiesti dagli atenei.

Nel 2002, le università incassavano complessivamente dalle tasse studentesche 1 miliardo e 100 milioni di euro. Cinque anni dopo, gli studenti hanno versato agli atenei italiani quasi il doppio: 2 miliardi e 79 milioni. Il bello è che di questi soldi solo 260 milioni sono serviti per aumentare gli interventi a favore degli studenti: ovvero, borse di studio, sussidi, prestiti, scambi interazionali, iniziative per studenti disabili.

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