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Salute

L’invidia è come provare dolore fisico

Di Redazione13 febbraio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Una risonanza magnetica al cervello

BERGAMO — Provare invidia equivale a sentire un dolore fisico, come una bruciatura o una ferita. Lo sostiene una ricerca condotta dall’Istituto nazionale scienze radiologiche di Inage-ku, in Giappone e pubblicata dalla prestigiosa rivista Science.

Utilizzando un’apparecchiatura per la risonanza magnetica, il team guidato da Hideiko Takahashi ha “fotografato” le reazioni del cervello di una ventina di uomini e donne, sia in situazioni di invidia palese, sia in quelle della cosiddetta “Schadenfreude”, ovvero il piacere che deriva dalle sventure degli altri.

Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che, quando un soggetto invidia, cresce l’attività nella corteccia cingolata anteriore dorsale. Ovvero quella che si “accende” anche quando si prova dolore fisico. Contrariamente a quanto sostenuto da filosofi e poeti, dunque, l’invidia non è una sofferenza astratta ma un dolore molto concreto.

Nel caso di sventure altrui, ad accendersi è invece la zona del cervello denominata striato ventrale, che normalmente entra in attività durante le fasi di piacere e appagamento. Per intenderci, si tratta di quella che ci fa sentire bene dopo aver mangiato cioccolato, dopo aver fatto sport o sesso.

Si tratta di una scoperta molto importante. Per la prima volta si è dimostrato che il cervello elabora le situazioni della vita sociale nello stesso modo delle sensazioni fisiche di dolore o piacere.

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