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Bergamo

Non c’è più limite: donna incinta aggredita in pieno centro città

Di Redazione13 febbraio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Una volante della Polizia

CENTRO CITTA’ — Al peggio non c’è mai fine. Con buona pace delle “panzane” sulla presunta sicurezza della città, la cronaca racconta che ieri, intorno alla una e un quarto del pomeriggio, una donna di 39 anni, incinta, è stata aggredita in via Cucchi, in pieno centro cittadino.

La signora, al quinto mese di gravidanza, stava camminando lungo la via che si dirama dalla Rotonda del Mille quando all’improvviso è stata avvicinata alle spalle da due giovani, sui vent’anni, con un forte accento dell’Est Europeo. I due l’hanno strattonata nel tentativo di rubarle la borsetta che aveva a tracolla. Ma la donna, con grande coraggio, ha reagito facendo fallire lo scippo. Per tutta risposta, i due l’hanno malmenata con calci e pugni. E, mentre la signora cadeva a terra, i delinquenti sono fuggiti in via Nastro Azzurro, dandosi alla macchia.

Si dice si tratti di gente dell’est europeo. Rumeni, russi, bulgari. Chissà. Certo “gentaglia” che ha come unico ragione di vita il denaro, meglio se facile, sfruttando qualche connazionale, o rubandolo a qualche indifeso. Perché di lavorare in Occidente, ovviamente, non se ne parla. Per loro non c’è lavoro. Dicono. Dicono anche di essere discriminati. Allora meglio bighellonare per la città. Oppure scippare un’anziana, o inventare una truffa con carte di credito clonate. Ora hanno passato anche l’ultimo indegno limite: l’aggressione a una donna incinta. 

Di questo genere d’immigrazione, dedita alla delinquenza, il nostro paese non ha alcun bisogno. Così come siamo convinti che questa città, fuori controllo nel suo accesso, stia passando uno dei periodi più bui dal dopoguerra. Di certo non è più la Bergamo bella e vivibile di una ventina di anni fa. Con l’arrivo dell’immigrazione clandestina le minacce all’incolumità fisica, morale ed economica dei cittadini si sono moltiplicate a dismisura. Intanto l’insofferenza serpeggia sempre più fra i bergamaschi. Prima attecchiva solo nelle fasce più umili, gli anziani e gli estremisti. Ora va diffondendosi ai giovani, ai commercianti, ai professionisti, alla classe media e a quella benestante e ai moderati di un tempo. Lo si sente sugli autobus, lo si ascolta nei discorsi al bar. D’altronde abbiamo lasciato libera la spirale della prepotenza d’importazione e oggi ne paghiamo le conseguenze. 

Le Forze dell’Ordine intanto fanno il possibile e talvolta l’impossibile. Le indagini sul caso della donna incinta aggredita sono in mano alla polizia.

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