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Editoriali Politica

L’analisi: Bruni ricandidato dà l’aut-aut al centrosinistra

Di Redazione7 febbraio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Roberto Bruni durante il suo discorso

BERGAMO — Durante la presentazione della sua ricandidatura Bruni ha evitato di toccare temi spinosi come il parcheggio sotto Bergamo Alta o l’ascensore sulle mura. Il dato politico più rilevante, però, è che il sindaco, forte di un consenso personale, ha messo chiaramente le carte in tavola con i suoi alleati. Consapevole che oggi il Partito democratico è perdente in tutto il paese, Bruni ha accuratamente evitato di prendersi a bordo questa “palla al piede”. Presenterà una lista civica, come ha fatto in passato.

Si tratta, in realtà, di un tentativo di rompere l’equazione “Bruni uguale sinistra” che si è diffusa in questi anni in città, e riportare l’alveo del sindaco nell’ambito della società civile. E’ presto per dire quali saranno le conseguenze di questo “sganciamento” dai partiti, o se si tratti addirittura di un’operazione di facciata. Certo è che, durante questo mandato, più volte i diversi componenti della maggioranza che sostiene Bruni hanno fatto sentire la loro voce, talvolta mettendolo in scacco. E il sindaco si è dovuto prodigare per rintuzzare la tela o uscire dall’angolo.

Ora però i tempi sono cambiati. Bruni, per necessità elettorale, tenta e deve sfuggire all’abbraccio del letale Pd di Veltroni. Sul suo depliant non appare alcun simbolo del centrosinistra. All’interno dell’auditorium non c’è una bandiera, un adesivo uno del Partito democratico o dei compagni. E le parole rivolte ai parlamentari “alleati” sono chiare: “Non accetterò veti, si discute sui contenuti”.

Insomma, un aut-aut in piena regola. Anche se il programma non è ancora stato presentato, la presa di distanza dai partiti del centrosinistra è una mossa politica intelligente, che alla fine potrebbe fare la differenza. Nel 2004 fu vincente. Il problema ora è far credere alla gente che non si tratta di un bluff. Che la lista civica non si farà ingabbiare, come è già accaduto, delle pressioni di PD e compagni. Che Bruni, pur essendo un socialista di vecchia data, non è un esponente del centrosinistra ma della società civile. Che il candidato sindaco non è un uomo della vecchio modo di far politica ma di un nuovo modo di concepire il dovere civico.

Ora, il gioco sta tutto qui. Se Bruni riuscirà a far passare nella gente l’impressione di uno sganciamento dal centrosinistra partitico, il suo consenso crescerà e la battaglia con il centrodestra sarà aperta fino all’ultimo. Se invece i bergamaschi percepiranno che si tratta di un trucco, del restyling improponibile di un’accozzaglia di partiti, il sindaco sarà spacciato. In ogni caso la campagna elettorale per Bruni sarà tutt’altro che facile. Sempre che il centrodestra autolesionista non gli dia una mano.

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