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Salute

Individuate le aree della supermemoria

Di Redazione29 gennaio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Il cervello umano è sfruttato solo per il 20 per cento

BERGAMO — La storia di Jill Price, la donna californiana di 43 che ricordava ongi minuto e ogni secondo della sua vita passata aveva fatto scalpore. E così gli scienziati sono andati a fare ricerche su quella terribile patologia, a metà strada fra un’abilità straordinaria e una tortura. E hanno diagnosticato la supermemoria. 

Per riuscire a individuare la causa di questa patologia, i ricercatori della University of California della città di Irvine hanno sottoposto Jill Price a una risonanza magnetica.

Ebbene, l’esame ha rilevato due aree cerebrali più ampie della normale. Si tratta di quelli che in medicina sono chiamati nucleo caudato (dedicato alle azioni automatiche e abitudinarie) e una parte del lobo temporale in cui vengono archiviati avvenimenti e date. Il prossimo obiettivo è quello di individuare le relazioni tra queste aree e i meccanismi di memorizzazione. 

Il caso ormai famoso di Jill Price tuttavia non sarebbe l’unico al mondo. Secondo quanto trapelato ci sarebbero altri 3 uomini – tutti e tre mancini – dotati di supermemoria e, bontà loro, costretti a convivere con ricordi sempre accesi. A differenza della donna però, i tre vivrebbero in modo sereno e senza preoccupazioni. Il che farebbe supporre differenze sostanziali nei due sessi.

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