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Tecnologia

Computer: il Macintosh compie 25 anni

Di Redazione26 gennaio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Uno dei primi Macintosh apparsi sul mercato negli anni Ottanta

BERGAMO — C’era una volta – e c’è ancora e in gran forma – il Macintosh. La favola del computer lanciato dalla Apple, compie un quarto di secolo. Ripercorriamo la storia di uno degli oggetti più ambiti e ricercati del panorama informatico mondiale. 

Era il 24 gennaio del 1984, quando la azienda di Cupertino introduceva sul mercato il primo Mac. Era uno strumento rivoluzionario per l’epoca. Dotato di un software molto intuitivo.I kilobyte di memoria erano pochi, ridicoli se confrontati con quelli di oggi. Aveva un monitor monocromatico ad alta risoluzione, uno chassis dalla forma misteriosa e un’interfaccia utente basata sull’allora sconosciuto mouse. 

Il prezzo era alto, a dire il vero. Ma questo, grazie ad attente strategie di marketing, non gli impedì di diventare un successo planetario che si è ripetuto, nelle varie versioni, fino ad oggi. 
 
Il nome fu scelto da Jeff Raskin, progettista del primo Macintosh. Lo chiamò come le sue mele preferite. Dice la leggenda che il primo Mac sia uscita da un’idea di Steve Jobs – l’uomo che ancora oggi incarna la Apple – e che con Raskin portò a termine il progetto dopo il fallimento del Lisa, primo computer di fascia consumer basato su un’interfaccia con mouse, freccine e finestre.

Per anni, i Mac monteranno i chip Motorola. Poi, a metà degli anni duemila, Jobs decide la conversione all’Intel che produce chip per i personal computer rivali basati su windows. Questione di costi e di strategie. Quello che rimane “chiuso”, almeno commercialmente, è invece il sistema operativo. Il mitico MacOs, utilizzabile legalmente solo sui Macintosh prodotti da Apple.

In mezzo ci sono 25 anni di modelli diversi per foggia e dimensioni. Dai classici, classicissimi degli anni Ottanta e Novanta, ai Quadra, ai Powermac, ai colorati iMac colorati fino ai modernissimi attuali iMac attuali, all in one, passando per i potentissimi e sottolissimi powerbook. 

Tutti computer che, oltre ad essere piccoli gioielli di tecnologia, hanno fatto anche moda. I punti di forza? Funzionano subito, appena acquistati. Non c’è bisogno di lauree in ingegneria per farli funzionare. Hanno un sistema stabile, affidabile, potente ed esente dai milioni di virus che infettano il mondo dei Pc. Inoltre, hanno applicazioni esclusive come Final Cut, Garageband, Logic e perfetta integrazione con gli oggetti cult iPod e iPhone. 

Quale futuro ci sarà per i Mac? Dipende molto dalla salute (per ora precaria) di Steve Jobs, autentico guru della Apple in grado di imporre mode e gusti a mezzo mondo. Certo la “Mela morsicata” è stata sempre all’avanguardia nell’hardware. La prim a introdurre un mouse. La prima a eliminare i floppy disk. La prima a introdurre la connessione veloce Firewire. La prima a supportare le superfici multitouch. La prima ad applicare la tastiera come la conosciamo oggi. Insomma, un pezzo della storia della tecnologia.

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