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Editoriali

Fara: fermate quel progetto prima che sia troppo tardi

Di Redazione23 gennaio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Il muro di cemento per contenere la frana

BERGAMO — Per realizzare quel dannato parcheggio sotto Bergamo Alta sembrano disposti a tutto. Anche a puntellare la Rocca con una serie di micropali preventivi che ne mettano definitivamente in sicurezza la base, come ha detto a Bergamonews l’ingegner Mario Myallonier, incaricato del Comune di collaudare l’opera. Eppure, la costruzione dell’autosilos sotto il parco faunistico è cominciata male e, dalle avvisaglie, rischia di finire anche peggio. Tanto che l’amministrazione comunale sta facendo tutto il possibile per correre ai ripari.  

Secondo quanto trapelato in queste ore, oltre alle palizzate che resteranno fisse, ci saranno anche dei tiranti temporanei alla Rocca. Tiranti, pali, trafori, muri di contenimento che sembrano quelli fra Israele e la Palestina, frane, case che rischiano, cancellazione di boschi: tutti termini che stonano con la “sacralità” di quel luogo. Ma stiamo davvero parlando di Bergamo Alta? Stiamo parlando di un borgo storico o della costruzione dell’ultimo grattacielo a Taipei?

Francamente, non riconosco più la mia città, presa da una smania di fabbricare devastante e suicida. E non riconosco più nemmeno i suoi amministratori, persone serie e dichiaratamente ambientaliste. Bergamo Alta è – anzi era – un gioiello di rara bellezza. Ora, quale tarlo politico o si è impadronito di Bruni e soci tanto da farli incaponire su un progetto che potrebbe intaccare ciò che rende la nostra città famosa in tutto il mondo?

I geologi e gli ingegneri del Comune e della “Bergamo Parcheggi”, la ditta di costruzione dell’autosilos, sostengono che “non ci sono rischi”. Ne siamo convinti, anche perché se ce ne fossero e non lo avessero dichiarato entreremmo in tutt’altro settore. Tuttavia, la stessa frase era stata detta ai residenti anche prima che succedesse il patatrac, e invece… Il che induce a un bagno d’umiltà: i tecnici, per quanto bravi e competenti, sono pur sempre esseri umani soggetti a possibilità d’errore (e la cronaca di questa città lo ha già dimostrato). Solo che un altro errore in questo caso danneggerebbe in maniera letale un patrimonio artistico inestimabile e metterebbe in pericolo delle vite umane. Ora, siamo disposti a correre questo rischio?

Noi, no. Siamo del parere che se anche ci fosse lo 0,01 per cento di probabilità di fare il benché minimo danno alla Rocca e a quanto le sta sotto, questo progetto andrebbe fermato, cancellato. E le condizioni originali ripristinate al più presto.   

Il sindaco Bruni ha rassicurato i residenti di via Fara 3 che li terrà informati e che il Comune sarà garante della buona realizzazione dell’opera. Il sindaco, da quel galantuomo qual è, ha voluto metterci la faccia anche se il progetto risale alla precedente amministrazione. Chapeu! Ma oltre ad un’assunzione di responsabilità, la città, gli amanti della cultura e della sua bellezza architettonica e storica, vogliono da Bruni qualcosa in più: un gesto di coraggio. 

Bloccare questo progetto prima che sia troppo tardi. Perché è una “follia” devastare Bergamo Alta in questo modo. Perché in quella zona ci sono decine di famiglie che vivranno con l’incubo di una frana. Perché le case di quelle persone non varranno più una cicca. Perché  non ci sono certezze assolute che andando avanti con i lavori non accadrà nulla di strano.

L’impressione, netta, è che si stia giocando col fuoco. Lo ha ammesso, pur per via indiretta, persino l’assessore ai lavori pubblici Carlo Fornoni che ha detto che l’obiettivo primo dell’Amministrazione è mettere in sicurezza la zona, poi si vedrà. Gli imprevisti, in una zona così delicata, d’altronde sono dietro l’angolo. Lo ha dimostrato il terremoto emiliano delle settimane scorse che in trenta secondi ha fatto a pezzi un muro di contenimento di cemento armato. Ora, che succederà quando si andrà a scavare una gigantesca stanza di 9 piani dentro la montagna, per contenere 450 posti auto? Che succederà alla Rocca che sta lì sopra? E cosa accadrà durante le perforazioni per costruire il condotto di risalita dell’ascensore? E si userà davvero l’esplosivo, come scritto nel progetto, in un contesto come Bergamo Alta?

Sono tutte domande da non dormirci la notte, e Bruni se le sarà certamente fatte. Ad oggi, deve essere assolutamente certo di questo progetto, se non è disposto a fare un passo indietro. Voci di corridoio parlano di un ripensamento dell’ultim’ora: in quale direzione non è dato sapere. Ma certo fare retromarcia dopodomani potrebbe essere davvero tardi. E dire che, è opinione comune, un gesto di coraggio gli porterebbe la stima di una grossa fetta della città. E, politicamente parlando, sarebbe un colpaccio destinato a spiazzare nettamente le opposizioni.

Certo, da avvocato e amministratore, Bruni avrà calcolato che le penali da pagare potrebbero essere alte. Ma in fin dei conti non sarebbe la prima volta: abbiamo versato un milione anche alla Cavalleri di Dalmine perché il sindaco, coerentemente alla sua linea, ha deciso di cancellare la tangenziale est. Se cancellasse il parcheggio sotto l’ex parco faunistico, invece, pochi avrebbero da dire e a molti tapperebbe la bocca. Dimostrerebbe di essere un uomo di buon senso invece che un freddo amministratore. Dimostrerebbe di avere a cuore la bellezza di questa città più delle carte processuali. E, ne siamo certi,  per i cittadini la penale da pagare sarebbe la meglio accetta di sempre.

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