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Politica

An candida Tentorio a sindaco

Di Redazione13 gennaio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il candidato sindaco di An Franco Tentorio

Franco Tentorio

BERGAMO — Da sei candidati siamo passati a due: già un bel passo in avanti. E’ criptica ai più la strategia che il centrodestra bergamasco sta usando in vista delle elezioni comunali del giugno prossimo. Forza Italia, da un mese, ha già avanzato la candidatura a sindaco di Carlo Saffioti. Ora Alleanza Nazionale, come previsto, gli contrappone quella di Franco Tentorio. Senza contare poi la Lega che correrà da sola.

L’investitura ufficiale di Tentorio è arrivata questa mattina, direttamente da Roma. Dalla viva voce di Ignazio La Russa, ministro della Difesa, reggente nazionale di An e nume tutelare del partito in Lombardia. Stimato e famoso commercialista, un’esperienza pluri-decennale in Consiglio Comunale, vicesindaco con l’amministrazione Veneziani, Tentorio è un pezzo da novanta della destra bergamasca.

Tuttavia, l’impressione è che qualcosa bolla ancora in pentola e i giochi siano tutti da fare. La conferma arriva dalle parole del ministro stesso. “Per Bergamo e tutte le realtà lombarde chiamate alle urne a giugno la soluzione è ancora lontana” ha tenuto a precisare La Russa.

Niente di più vero, perchè chi mastica un po’ di politica sa bene che è troppo logorante presentare i candidati 6 mesi prima delle elezioni. Certo il candidato di An in città è forte quanto quello di Forza Italia, se non di più. Ma è altrettanto vero che Tentorio, percepito come molto di destra, finirebbe per ricompattare un fronte, quello del centrosinistra, che spesso è stato al limite dell’esplosione.

In ogni caso battere Bruni, vista anche la stima di cui l’attuale sindaco gode in ambienti molto influenti della nostra città, non sarà facile. Serve un candidato forte e conosciuto. Forse più conosciuto di quelli presentati finora. Su cui poi far convergere l’intero elettorato del centrodestra. E qui, ne vedremo delle belle. Perché, nonostante le dichiarazioni di facciata, le correnti dentro Forza Italia, per esempio, contano ancora molto. Così quanto contano le inimicizie, i rancori e i veti incrociati dei personaggi che si trovano in ruoli chiave del processo decisionale politico.

Insomma, la partita è tutta da giocare.

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